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COMUNICATO – Brescia “NERIO FISCHIONE”: i giorni difficili di un penitenziario che ha bisogno di aiuto!

“Lo avevamo detto!”: questo sarebbe il primo commento che ci verrebbe da affidare alle stampe. Continuiamo a denunciare l’invivibilità del clima all’interno del penitenziario, abbiamo sollecitato il Provveditore a trasferire alcuni detenuti più facinorosi e ad evitare l’assegnazione di determinate tipologie per alcuni periodi perchè “Canton Mombello” non è nelle condizioni di reggere. “Pentola a pressione”, “bomba ad orologeria”: quale che sia la figura retorica che si vuole utilizzare, la verità è sotto gli occhi di tutti! Apice dell’inadeguatezza della struttura che poco si presta alle rinnovate filosofie penitenziarie è quello che è sta accadendo in questi giorni. Una serie di atti autolesionistici e una serie di disordini posti in essere da un gruppo di detenuti da poco aggregati al penitenziario cittadino, hanno contributo a tingere di tinte fosche l’aria di Canton Mombello. L’ennesima aggressione, l’ennesimo poliziotto penitenziario ferito da un pugno sferrato in pieno volto, a cui il Si.N.A.P.Pe dimostra la propria vicinanza augurando una pronta guarigione; un momento “particolarmente intenso” della quotidianità penitenziaria che ha indotto la Direzione ad optare per un temporaneo ripristino del sistema di celle chiuse che meglio consente la gestione della popolazione detenuta. Una decisione mal digerita da gran parte dell’utenza che ha dato vita alla forma di protesta della battitura contro le inferriate.
Ad oggi il peggio pare esser passato e l’ordine all’interno dei reparti pare essere stato ripristinato. In questa occasione – confermando quello che da sempre il Si.N.A.P.Pe sostiene – imprescindibile e preziosa è stata l’opera del personale di Polizia Penitenziaria che ha dimostrato grandi doti umane, oltre che fermezza e professionalità. Non è stato infatti necessario il ricorso a strumenti di tutela (quali ad esempio gli scudi e i caschi) per gestire la prima apertura per l’accesso dei detenuti al cortile passeggi quando ancora l’aria era calda. Quello che è accaduto è il termometro che misura la temperatura di una
situazione patologica che necessita di azioni risolutive concrete: un deflazionamento
della popolazione detenuta, un incremento organico che valga a ripianare le carenze,
perché l’istituto bresciano alle carenze che lo accomunano agli altri penitenziari del
Paese aggiunge l’inadeguatezza della struttura di cui anche gli organismi di governo
territoriale sono oltremodo consapevoli.

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About Author: Marco Gordiani

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