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Capo di Gabinetto – osservazione schema di DM funzionamento DAP – ERRATA CORRIGE

Egr. Presidente
con riferimento alla corrispondenza trasmessa, citata in epigrafe, per i profili di interesse di questa Organizzazione sindacale si osserva quanto segue.
 Schema di decreto del Ministro della Giustizia concernente l’individuazione presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria degli Uffici di livello dirigenziale non generale , la definizione dei relativi compiti e l’organizzazione delle articolazioni dirigenziali territoriali ai sensi dell’articolo 16, commi 1 e 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 giugno 2015, n.84, nonché l’individuazione dei posti di funzione da conferire nell’ambito degli Uffici Centrali e periferici dell’amministrazione penitenziaria ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo del 15 febbraio 2006, n. 63

Titolo II AMMINISTRAZIONE CENTRALE
Capo I – Ufficio del Capo del Dipartimento – Articolo 4 (articolazioni dell’Ufficio del Capo del
Dipartimento)
Comma 2 – “Costituiscono altresì uffici del Capo del Dipartimento, fino alla riorganizzazione
delle loro strutture e alla ridefinizione delle funzioni esercitate, l’USPEV e il GOM” . L’arco
temporale indicato con il “fino a” lascia intendere una inglobazione temporanea e non stabile dei
due delicati settori all’interno degli Uffici alle dipendenze del Capo DAP. Pur giungendo a
riorganizzazione e ridefinizione delle funzioni, è agevole ritenere che la diretta dipendenza
stabile di dette strutture al Capo del Dipartimento ne consenta più ampia funzionalità. A ciò si
aggiunga che in uno con USPEV e GOM è sempre stata trattata la materia relativa alle sorti del
NIC, di cui non v’è traccia nell’intera bozza in esame.
Comma 4 – “Il Capo del Dipartimento … individua, altresì, tra i dirigenti, il Capo del
cerimoniale”. La bozza di decreto non chiarisce le attuali funzioni dell’Ufficio del Cerimoniale
da quale altro settore saranno esercitate
Capo II – Direzioni Generali – Articolo 5 (Direzione generale del personale e delle risorse)
Lettera b) Ufficio II tratta interamente la gestione del personale del Corpo, perché la direzione
non è affidata ad un dirigente del Corpo?
Lettera d) Ufficio IV – “Relazioni Sindacali: assistenza diretta al Capo del Dipartimento nella
contrattazione collettiva; amministrazione delle prerogative sindacali; elaborazione degli schemi
negoziali, relazioni con il Dipartimento della funzione pubblica e con i comitati interforze”. Le
incombenze proprie dell’Ufficio così come sintetizzate in bozza di decreto recano in se
l’opportunità di mantenere le Relazioni Sindacali alle dirette dipendenze del Capo del
Dipartimento, rendendo farraginoso il meccanismo di collaborazione in caso di incardina mento
nella DG Personale e Risorse. Va da se che, nel momento di confronto con le stesse O.S. , la
garanzia di terzietà si radica concettualmente nell’interlocuzione con il massimo vertice
dell’Amministrazione. Di certo diminuirebbe in incidenza una interlocuzione subordinata alla
D.G. del Personale e delle Risorse, in quanto per lo più parte in causa nel processo di confronto.
Lettera g) Ufficio VII tale ufficio tratta in particolare materie ed attività proprie di un Corpo di
polizia ( equipaggiamento, vestiario, armamento, automezzi del Corpo – impiegati per il servizio
delle traduzioni) , per questi elementi una dei tre dirigenti deve essere del Corpo.
Lettera i) Ufficio IX tratta il coordinamento impulso e controllo delle traduzioni e piantonamenti,
pertanto la direzione deve essere assegnata ad un dirigente del Corpo. Infatti il D.M. 8 febbraio
2012 prevede un dirigente superiore del Corpo, anche perché negli omologhi uffici dei
Provveditorati la direzione è affidata ai dirigenti del Corpo. In tal modo è lineare la gerarchia
funzionale e operativa.
Capo II – Direzioni Generali – Direzione Generale della Formazione Articolo 7
Lettera d) tratta la formazione del personale di polizia penitenziaria.
Anche in questo caso non vi è traccia della presenza di un dirigente del Corpo.
Senza nulla togliere ad altre figure dirigenziali che trovano la giusta collocazione in altri uffici, la
direzione di tale ufficio non può non essere assegnata a figure formate dall’Amministrazione, le
quali hanno conoscenza e cognizione per studiare le linee guida per una formazione al passo con i
tempi. Infatti l’attuale sistema formativo, non avendo mai avuto un dirigente del Corpo, è ormai naufragato.
Titolo III AMMINISTRAZIONE PERIFERICA
Articolo 9 (Provveditorati regionali)
Fermo l’accorpamento dei Provveditorati regionali e la loro conseguente riduzione, l’attenzione si concentra sul comma 2 del varando decreto che, in relazione ai Provveditorati “dismessi” assicura nei cinque capoluoghi l’istituzione dei distaccamenti con compiti di mera segreteria tecnica del Provveditore. Distaccamenti che saranno ubicati all’interno dell’Istituto penitenziario colà di stanza.
È interesse di questa Organizzazione comprendere, a fronte di tale corposo snellimento, le procedure di impiego del personale (per lo più unità del Corpo) attualmente impiegate presso le sedi soppresse
Con riferimento alle tabelle, si osserva:
Tabella A1
Ufficio VII della DG Personale e Risorse: “Gestione e manutenzione dei beni strumentali e coordinamento edilizio” – l’individuazione di 3 dirigenti di Area 1 non trova fondamento in proporzione ai posti dirigenziali assegnati agli altri uffici, al capo dei quali viene individuato un unico Dirigente.
Tabelle A2
Provveditorati Regionali. Mentre v’è assoluta armonia in relazione agli Uffici I – II – III, ai quali vengono assegnati rispettivamente dirigenti penitenziari e dirigenti di area 1, medesima armonia non è individuabile in relazione all’Ufficio 4ove non si comprendono i parametri per il processo di assegnazione di Dirigente Superiore o di Primo Dirigente. Così in Calabria l’Ufficio IV sarà affidato ad un primo dirigente, così come in Emilia, in Piemonte, in Puglia, in Sardegna, in Sicilia, in Toscana e nel Triveneto, mentre sarà assegnato ad un Dirigente Superiore nei restanti provveditorati. Orbene, trattandosi di schemi di distribuzione teorici è il caso di comprendere i meccanismi di distribuzione a monte.
Tabella A3
Accorpamento degli Istituti Penitenziari
n.o. 15 – Accorpamento di Monza e Lecco  proposta di accorpamento di Lecco con l’istituto di Como
n.o. 20 – Accorpamento di Foggia e San Severo  proposta di accorpamento dell’Istituto di San Severo all’Istituto di Lucera
n.o. 37 – Accorpamento Como e Varese  proposta di accorpamento dell’Istituto di Varese all’Istituto di Busto Arsizio
n.o. 53 – Accorpamento Rebibbia Femminile e Rebibbia Terza Casa  proposta di accorpamento Rebibbia Terza Casa con Rebibbia Reclusione
n.o. 134 – Proposta di Accorpamento di Paliano alla CC di Frosinone
Grati per l’attenzione, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti

Seguito nota n. 1/SG del 08 gennaio 2016 di questa Segreteria, con cui si riscontrava la nota riportata in epigrafe, si specifica che in relazione agli accorpamenti degli Istituti Penitenziari di cui alla tabella A3, per mero errore materiale si è proposta la variazione dell’accorpamento di cui alla riga n.o. 53 –Rebibbia Femminile e Rebibbia Terza Casa con modifica in accorpamento Rebibbia Terza Casa con Rebibbia Reclusione.
Trattandosi per l’appunto di errore materiale di trascrizione, si conferma il parere positivo in relazione alla proposta dell’Amministrazione circa l’annessione della Terza Casa al Femminile di Rebibbia.
Grati per l’attenzione, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti

Capo di Gabinetto_osservazione schema di DM funzionamento DAP

osservazione schema di DM funzionamento DAP_errata corrige

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About Author: Marco Gordiani

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