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CASA CIRCONDARIALE DI BERGAMO – No a gogna mediatica! Il Si.N.A.P.Pe: lasciamo operare la Magistratura.

E’ stato un fulmine a ciel sereno quello che ha colpito il carcere bergamasco e ne ha sconvolto gli equilibri: una indagine che ha portato alla sottoposizione a misure cautelari dei vertici del penitenziario e dell’ex autorità dirigente. “Certo, la notizia ha sconvolto tutti ma questo non può incidere sulla lucida valutazione degli eventi, anche in ragione del delicato lavoro che siamo chiamati quotidianamente a svolgere” – afferma il Segretario Nazionale Antonio FELLONE. “Appunto la lucidità – continua il sindacalista – deve guidare il nostro approccio evitando massificazioni e facili strumentazioni che non fanno bene a nessuno. Certo non giova nè alle indagini nè alle sorti del penitenziario che continua, nonostante tutto, alacremente ad assolvere l proprio ruolo grazie all’imprescindibile apporto professionale di tutti i poliziotti penitenziari. Ci spiace perchè in casi come questi, ancora tutti da definire, il sensazionalismo è quasi inevitabile per la caratura dei protagonisti! Ma stiamo assistendo all’inopportuna quanto inutile diffusione di dati personali di poliziotti penitenziari che oggi risultano anche marginalmente coinvolti nelle vicende, ma nei cui confronti non è stata formalizzata alcuna imputazione. Parliamo di persone indagate (forse anche come atto dovuto) e evidentemente la differenza è sostanziale con la figura dell’imputato e del condannato. Evitiamo che le condanne arrivino prima ancora non solo dei processi ma anche della conclusione elle indagini”.
Il momento storico è difficile per il mondo carcere globalmente inteso, adesso tocca al nuovo Esecutivo rilanciare tutto il sistema che coinvolge migliaia di lavoratori, tenendo anche conto delle molteplici grida di allarme lanciate dal Si.N.A.P.Pe
Concludendo, siamo fiduciosi che sia posta fine ad ogni strumentalizzazione mediatica, in attesa che la Magistratura concluda tutto l’iter previsto, auspicando altresì di non leggere mai più storie analoghe.

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About Author: Marco Gordiani

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