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Casa Circondariale di Bergamo – riscontro alla nota n° 34 del 03/11/2015 “sollecito riscontri”

Nell’apprezzare il tempestivo riscontro alla nota della scrivente O.S., fornito dalla S.V. in soli 3
giorni ed augurandoci che questo avverrà anche per la futura corrispondenza, non ci si può
esimere dall’analizzare ad alta voce il contenuto della stessa.
In premessa si vuol specificare che anche qualora venga risolta la problematica rappresentata in
una nota sindacale, sarebbe auspicabile un cenno di riscontro scritto da parte della Direzione, non
fosse altro che per ortodossia nei rapporti dialettici.
Con riguardo alla nota n° 21 del 28/08/2015 e alla n° 29 del 28/09/2015, la scrivente O.S.
non può che ritenersi soddisfatta della risoluzione del problema.
Riguardo alla nota n°30 del 28/09/2015 si apprezza che la S.V. abbia diramato l’interpello per la
sostituzione dell’unità addetta al casellario, attualmente distaccata presso altra sede da oltre sei mesi,
ma non si può che contestare la natura di provvisorietà della sostituzione, in quanto va in contrasto
con l’articolo 9 paragrafo B comma 5 del vigente P.I.R. che recita testuali parole: “si chiarisce che il
personale distaccato presso altra sede ha diritto al mantenimento del posto di servizio per mesi
QUATTRO. Superato tale periodo di conservazione del posto, quest’ultimo sarà considerato
vacante e quindi da sottoporre ad interpello”. Per tanto, nel rispetto, delle norme vigenti si invita
a rettificare detto interpello eliminando la provvisorietà di 4 mesi.
Con riguardo alla problematica relativa gli impianti di climatizzazione delle varie garitte, si
prende atto che la S.V. risollecita il Superiore Ufficio ad un urgente intervento tecnico, ma non si
può non sottolineare che la scrivente O.S. ormai da anni chiede un intervento ma si alternano le
stagioni senza constatare soluzioni reali. Pertanto si chiede che le garitte vengano rese idonee ad
ospitare i lavoratori con la massima urgenza.
Riguardo alla nota n° 28 del 22/09/2015 si sottolinea che uno dei due agenti in servizio di
piantonamento ha ricevuto uno sputo in faccia dal ristretto (il quale parrebbe essere affetto da
malattie infettive contagiose) e che lo stesso si è recato al Pronto Soccorso per i controlli del caso;
controlli che dovrà ripetere a distanza di qualche mese per scongiurare un eventuale contagio. Non si
può che essere contrari a quanto affermato da codesta Direzione: “l’episodio sopra rappresentato,
dunque, non può che essere annoverato nell’ambito delle situazioni che possono verificarsi durante
il servizio del personale di Polizia Penitenziaria”; l’ordinarietà del nostro lavoro non può essere a
ciò ricondotto. Inoltre il numero di due Agenti è spesso inadeguato a garantire la sicurezza, in
particolar modo se i ristretti soffrono di patologie psichiatriche e/o se in ogni singola stanza di
degenza sono presenti due o più detenuti, con rischi per la sicurezza del reparto, nonché per
l’incolumità propria degli agenti di vigilanza.
Si apprezza in oltre il consiglio elargito da codesta Direzione circa un maggiore
approfondimento delle questioni scevro da condizionamenti emotivi; consiglio che da bonus
pater familias applicherà di certo in prima persona evitando riscontri sommari come nello
specifico è stato fatto in relazione alla nota 28 del 22 settembre; il tutto nel comune obiettivo:
“il clima lavorativo e la serenità del personale” .
Nel restare in attesa di urgente riscontro, l’occasione è gradita per porgere Distinti Saluti.

Casa Circondariale di Bergamo – riscontro alla nota n 34 del 03112015 “sollecito riscontri”

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About Author: Marco Gordiani

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