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Casa Circondariale di Bologna – Fumo passivo in ambiente penitenziario e sulla tutela della salute degli operatori di Polizia Penitenziaria e della popolazione detenuta

La scrivente O.S. ritiene doveroso rappresentare e denunciare nuovamente la grave questione del
fumo passivo in ambiente penitenziario, problema che investe il personale di Polizia penitenziaria,
gli Operatori penitenziari e la popolazione detenuta.
Nonostante l’Ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Bologna, a firma della Dott.ssa Sabrina
BOSI (Ordinanza n.2016/1358ORD.) e la precedente nota prodotta dalla Segreteria Provinciale
SiNAPPe (nota n.04/2016/SP-BO, allegata in copia), si continua a registrare il mancato rispetto
delle norme a tutela dei non fumatori, cosi come previsto dall’art.51 della L.16 gennaio 2003 n.3
e successive modificazioni e di integrazioni, nonché dal Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 23 dicembre 2003.
Ora, premesso che il diritto alla salute è definito dall’art.32 della Costituzione come diritto
insopprimibile, considerato che il fumo di sigarette è la principale causa di tumore polmonare e
che l’esposizione al fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare un carcinoma polmonare di
circa il 30%, appare singolare ed inspiegabile che proprio nei penitenziari, dove il rispetto della
legge è il principio fondamentale, non si attuino i dovuti accorgimenti per garantire la non
esposizione al fumo passivo.
Di seguito siamo ad elencarle un insieme di circostanze che fanno pensare ad un livello di
attenzione che, progressivamente, è scemato, come testimoniato anche dall’inspiegabile
tolleranza mostrata nei confronti di quei fumatori che, in modo arrogante ed irrispettoso, violano
continuamente le norme in materia

– Assenza dei cartelli indicanti il divieto di fumo nei corridoi di collegamento dei vari reparti
detentivi, nelle sezioni detentive e nelle salette ricreative comuni;
– Assenza di adeguati impianti di aspirazione;
– Nessuna campagna di sensibilizzazione contro il tabagismo;
– Nessuna informazione sull’eventuale individuazione dei responsabili incaricati di
comminare le sanzioni di legge in caso di violazione del divieto.
Inoltre, ci risulta che la popolazione detenuta del reparto penale è autorizzata a fumare nelle
salette ricreative comuni, sprovviste di adeguati impianti di aspirazione; per di più, l’areazione in
tali locali è data unicamente dalla finestra ricavata sul muro che divide l’ambiente in questione dai
corridoi delle sezioni che, essendo priva di vetro, lascia riversare nei corridoi delle sezioni – spazi
comuni – il fumo passivo, impedendo, oltretutto, l’accesso ai detenuti non fumatori nelle ludoteche
presenti in ogni braccio detentivo.
Tale disposizione, impartita dal Responsabile dell’unità operativa penale, contrasta palesemente
con la legge e con quanto assicurato dal Direttore della Casa Circondariale di Bologna, Dott.ssa
Claudia CLEMENTI, nell’allegata nota n. 12934/16 SAG.
In conclusione, è corretto sottolineare che lavorare e vivere in una situazione di degrado come
quella descritta, rappresenta un’evidente violazione del sacrosanto Diritto alla Salute.
Si chiede pertanto alle Ill.me Autorità in indirizzo di voler provvedere affinché le segnalate
problematiche siano risolte nel più breve tempo possibile, al preciso fine di ricondurre la
situazione generale nel naturale alveo del Diritto.

Casa Circondariale di Bologna – Fumo passivo in ambiente penitenziario e sulla tutela della salute degli operatori di Polizia Penitenziaria e della popolazione detenuta

nota n. 1293416 SAG

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About Author: Marco Gordiani

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