• Il carcere di Canton Mombello di Brescia dove e' avvenuta stamane un evasione - fotografo: stefano cavicchi / corriere d sera

Casa Circondariale di Brescia – esiti dell’incontro del 12 ottobre

Egregio Provveditore
È doveroso parteciparle l’esito degli incontri indetti dalla dottoressa Gioieni con il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso Canton Mombello.
La filosofia che accompagnava l’idea di partecipazione e confronto, sottesa a quella che potremmo definire come una sorta di “conferenza di servizio” appare non essersi assolutamente realizzata per tutta una serie di fattori che andremo ad elencare.
L’incontro si è tenuto in due momenti; uno nella mattinata, rivolto alle cariche fisse e l’altro a ridosso dell’ora di pranzo per il restante personale in servizio, senza con ciò considerare che il servizio presso quell’istituto si articola sui quattro quadranti e dunque escludendo dall’iniziativa una buona percentuale del contingente amministrato. Né si legge nell’avviso una estensione al personale libero dal servizio, tant’è che solo due unità rientranti in tale fattispecie hanno preso parte al delicato momento di confronto.
Un confronto che non si è tenuto alla presenza dei rappresentati sindacali e che per alcuni versi ha tentato di strumentalizzare alcune posizioni portate ai tavoli di contrattazione, distorcendo l’informazione. Risulta infatti che si sia fatta menzione di una proposta del Si.N.A.P.Pe di affidare l’espletamento del servizio di sentinella al personale delle sezioni detentive; un desiderata mai avanzato da questa O.S. che ha invece prospettato una più ampia revisione dell’organizzazione del lavoro con una rimodulazione importante finanche delle unità operative e il loro passaggio dalle sei attuali a quattro, e dunque con una riscrittura delle incombenze, per dare maggior sfogo nella rotazione dei posti di servizio; così come una variazione della permanenza nell’unità da 12 a sei mesi.
Non avendo necessità di veicolare per il tramite di altri le filosofie progettuali del
Si.N.A.P.Pe, trasparenti e accessibili in verbali (non sempre pedissequi, come abbiamo già avuto
modo di segnalare), comunicati ed interventi, non si comprendere l’essenza di un tale passaggio in
un momento di confronto se non quello malcelato di “tirar dentro” questa O.S., forse un po’ troppo
attiva nel processo di critica (legittima) alla gestione.
Una critica che non ci esimiamo di muovere anche in relazione all’approccio utilizzato
anche in questa circostanza dalla dottoressa Gioieni che ha apostrofato qualche dissenziente che
educatamente ha formulato le proprie obiezioni con frasi del tipo “un’altra affermazione del genere
e La faccio accomodare fuori”. Noi la definiremmo come una censura dell’altrui pensiero, se non
fossimo assolutamente certi che in merito a ciò arriveranno le formali scuse da parte del Direttore,
che si uniranno alle scuse da rivolgersi all’unità di polizia penitenziaria messa alla berlina
pubblicamente per un vantato sostegno alle problematiche personali (“le ho concesso di andare in
fiera il giovedì” – la sintesi dell’affermazione non è testuale, ma riporta quanto ci è stato riferito); e
parliamo di assenze a titolo di congedo ordinario richieste per l’espletamento degli oneri morali e
materiali connessi alla genitorialità
La scarsa sensibilità dimostrata anche in questa occasione non fa che comprovare
l’irrespirabilità dell’aria e lo stato di abbandono più volte denunciato da questa Segreteria.
Tanto si partecipa per sollecitare urgenti determinazioni
Distinti saluti

Casa Circondariale di Brescia – esiti dell’incontro del 12 ottobre

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About Author: Marco Gordiani

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