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Casa Circondariale di Brescia – Uniformi degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria – criteri concernenti l’obbligo e le modalità d’uso – ordine di servizio n. 01 del 7 gennaio 2016

Egregio Provveditore Si fa seguito alla nota n.59/BS dello scorso 5 ottobre di questa segreteria, con la quale si era già posto l’accento sulla particolare “interpretazione” data dalla direzione della Casa Circondariale di Brescia in merito all’uso dell’uniforme operativa , sintetizzata in apposito ordine di servizio, oggi modificato dal nuovo ordine n.01 del 7 gennaio 2016, resosi necessario a seguito del recente ordine di servizio emanato dal Capo del Dipartimento. Un nuovo documento (quello della Direzione) si pone in linea di continuità con i discutibili dettami di cui al precedente e, ancora una volta, fa registrare uno scollamento fra ciò che è e ciò che viene interpretato. Partendo dal presupposto che la norma di riferimento resta il Decreto Ministeriale 10 dicembre 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 4 marzo 2015, l’ordine di sevizio n.1209 del 29 dicembre 2015 del Capo del Dipartimento chiarisce che l’uniforme operativa può essere indossata nei servizi indicati dall’art. 34 D.P.R. 82/99, “ad eccezione delle attività condotte presso le locali portinerie degli Istituti e dei servizi svolti presso le portinerie e gli ingressi principali delle strutture comunque riferibili al Ministero della Giustizia o di altre pubbliche amministrazioni, per i quali permane l’utilizzo delle uniformi ordinarie e di servizio di cui al Decreto Ministeriale 10 dicembre 2014”, spingendosi fino a prevederne l’utilizzo per le attività svolte presso le Aule di Giustizia; per le traduzioni da istituto a istituto; per quelle che comportino l’impiego del personale per l’intera durata del turno di servizio; per quelle dirette verso luoghi di cura, comprese quelle disposte in conformità dell’art. 17, c. 8, del D.P.R. 230/2000; nonché per i servizi di piantonamento presso luoghi esterni di cura.
Orbene, l’esclusione tradotta apertamente dal Capo del Dipartimento deve giocoforza ritenersi esaustiva, non ravvisandosi l’opportunità di introdurne nuove, non previste da organi di livello superiore. Da ciò discende l’incomprensibile esclusione operata dalla Direzione della CC di Brescia che ne prevede l’utilizzo “in via analogica” (senza fornire margini di comprensione circa cosa dovrebbe costituire il paradigma analogico) unicamente per gli addetti all’ufficio servizi e all’Ufficio Comando, in quanto autorizzata per l’Ufficio Matricola (?!). Restano dunque escluse, irragionevolmente, l’area educativa e l’area amministrativo-contabile. Ma ciò che maggiormente perplime è l’obbligo di prestare servizio di vigilanza armata in uniforme ordinaria; previsione che si connette alla circostanza per la quale, in quella data realtà penitenziaria, partecipano al servizio di vigilanza armata anche coloro che prestano servizio presso la portineria. Evidente è che sarebbe sembrato più logico ragionare all’inverso e dunque autorizzare in via eccezionale l’utilizzo dell’uniforme operativa anche per i servizi di portineria stante la peculiarità dell’organizzazione lavoro. Si legge nell’impugnato ordine di servizio che lo stesso trova validità fino a parere contrario dei superiori Uffici investiti della questione. In ragione di ciò si sollecita l’immediata valutazione circa l’attinenza di quanto disciplinato alle norme di riferimento, volendo disporne l’immediata rettifica. Si resta in attesa di un cortese ed urgente intervento Distinti saluti

Prap Milano_nuovo ordine di servizio per utilizzo uniformi di servizio – CC Brescia

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About Author: Marco Gordiani

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