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Casa Circondariale di Cremona – rivolta dei detenuti. IL Si.N.A.P.Pe MANIFESTA IL GIORNO 2 SETTEMBRE 2014.

Egr. Autorità,

a più riprese questa Organizzazione Sindacale ha rimarcato le carenze organiche e

strutturali del penitenziario cremonese.

Abbiamo sottolineato l’esigenza di rivedere i meccanismi di funzionamento dell’istituto,

magari anche attraverso una rimodulazione dell’organizzazione del lavoro, puntando in primis sul

miglioramento delle funzioni dialogiche tra le parti, e di contemperare più compiutamente le

esigenze di sicurezza dell’istituto a prescindere dai diversi livelli di responsabilità degli attori in

campo.

Moniti non ponderati dall’Amministrazione Penitenziaria ed è per questo che l’episodio di

ieri non deve essere minimizzato.

Al rientro in sezione dai passeggi del vecchio padiglione i detenuti, a volto coperto, hanno

distrutto la sezione muniti di spranghe rudimentali.

La barbara azione, prontamente sedata grazie all’intervento dei poliziotti penitenziari,

sarebbe stata posta in essere perché i ristretti della sezione, da diverso tempo, non riescono a

parlare né con l’educatore né con l’assistente sociale.

Sarebbe oltremodo doveroso, a nostro avviso, verificare se risponde al vero il blocco delle

mercedi dei detenuti per la contestuale assenza del funzionario delegato in aspettativa.

A Cremona il Si.N.A.P.Pe registra segnali preoccupanti, di forti disagi, dei veri campanelli di

allarme: ecco perché sarebbe sbagliato considerare la rivolta di ieri come una sommossa, spontanea

e disorganizzata, di violenza estrema, di becero vandalismo e null’altro.

Dietro quella devastazione, sorda e violenta, deve esserci dell’altro non solo del mero

disagio custodiale.

Un altro fattore merita la massima attenzione: le assenze del personale, a vario titolo, hanno

raggiunto la soglia delle 40 unità giornaliere.

A fronte della dotazione organica del personale a disposizione (circa 160 unita) l’indice delle

assenze si assesta sistematicamente intorno al 25%!

Considerare questo dato come una condizione patologica del sistema Cremona non rende

giustizia all’abnegazione ed alla professionalità del personale di polizia penitenziaria: oltre questo

fattore si mal cela non una forma morbosa di cronico assenteismo quanto, piuttosto, una

condizione lavorativa non più sostenibile per l’immane stress.

L’organizzazione del lavoro è al collasso, l’articolazione dei turni di servizio è sempre più

complicata: questo vuol dire notevole incremento in termini di impiego del personale di polizia

penitenziaria.

Accanto alla più volte lamentata carenza organica relativa ai poliziotti penitenziari di ogni

ruolo e grado, si affianca l’insufficienza delle altre figure professionali presenti, come educatori e

contabili.

La misura è colma.

Il Si.N.A.P.Pe chiede a gran voce all’Amministrazione Penitenziaria (centrale e regionale)

un segnale di discontinuità.

Per normalizzare la struttura, per un diverso governo della popolazione detenuta, per una

più sapiente organizzazione del lavoro del personale in divisa, sono necessari degli interventi

radicali a cominciare dall’immediato avvicendamento del direttore dell’istituto, senza ulteriore

indugio.

Per queste ragioni il Si.N.A.P.Pe, con senso di responsabilità, il prossimo 2

settembre manifesterà innanzi al carcere affinché siano assicurate al personale

ambienti e condizioni di lavoro dignitose e sicuri.

In attesa di urgentissimo riscontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.

cc Cremona_rivolta dei detenuti_manifestazione 02092014

 

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About Author: Marco Gordiani