CASA CIRCONDARIALE DI GENOVA MARASSI – esiti della perquisizione straordinaria – situazione allo sbando – richiesto immediato intervento

Egregio Provveditore
ancora una volta la scrivente Segreteria Generale deve portare alla Sua attenzione la gravissima situazione relativa al penitenziario di Genova Marassi.
Nella mattinata di ieri una perquisizione straordinaria effettuata con grande professionalità e zelo dagli uomini della Polizia Penitenziaria nella 1^ e 2^ sezione detentiva, ha permesso il rinvenimento di diversi oggetti non consentiti, come telefoni cellulari, lame e sostanze stupefacenti di tipo cannabis. Il ritrovamento dei telefoni cellulari, avvenuto all’interno di celle occupate da detenuti stranieri (sudamericani e tunisini), riporta in auge la questione dolente della carenza di dotazione di strumentazione tecnologica, indispensabile per contrastare l’uso illecito di oggetti non consentiti. La Polizia Penitenziaria può fare affidamento soltanto sulle proprie intuizioni e sulle
competenze acquisite negli anni di servizio, per fronteggiare una criminalità che sempre meno si adegua alle direttive del carcere, ponendo a rischio costante la sicurezza dell’istituto e degli agenti ivi operanti.
Il penitenziario genovese, in particolare nell’ultimo periodo, è stato teatro di  numerosi (troppi) eventi critici che più volte hanno avuto come tristi protagonisti proprio i poliziotti, vittime di vili aggressioni attuate da detenuti ormai senza regole. Motivo per cui questa Organizzazione Sindacale, con una delegazione guidata dal suo Segretario Generale, dott. Roberto SANTINI, già il prossimo 12 marzo, effettuerà una visita sui luoghi di lavoro ed incontrerà il predetto personale. La gestione dell’Istituto de quo, che continua a collezionare pareri assolutamente sfavorevoli (visti i biechi risultati ottenuti) e già oggetto di numerose lagnanze del personale di cui anche il SiNAPPe si è fatto più volte portavoce, ha necessariamente bisogno di un cambiamento, anche definitivo. Come altresì, un diverso solco da seguire sarebbe auspicabile, a livello centrale, per quella che è l’organizzazione del sistema carcere che ha dato palesi esiti negativi. Non è difficile infatti, conti alla mano, dedurre come la vigilanza dinamica ed il regime “aperto”, tanto voluto per una visione più “umana” del carcere, abbia completamente fallito, deludendo le aspettative con risvolti gravissimi per la sicurezza, soprattutto degli operatori penitenziari che per primi ed in maniera diretta, ne pagano lo scotto. Il sovraffollamento nelle carceri liguri (ma in realtà il problema è condivisibile nell’intera penisola), sta riportando il servizio della Polizia Penitenziaria a situazioni critiche e difficilmente gestibili, specialmente se tale operato non viene supportato da dotazione adeguata e da idonee disposizioni superiori. Pertanto, a distanza di pochissimi giorni, si torna a chiedere l’urgentissima presenza della S.V. presso il carcere di Marassi al fine di constatare di persona quanto evidenziato e confrontarsi con i poliziotti che quotidianamente, con immense difficoltà e sacrifici, garantiscono l’attuazione del compito demandato.

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