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Casa Circondariale di Lecce – apertura nuovo padiglione psichiatrico – richiesta integrazione organica

Esimio Provveditore, attese le risultanze dell’incontro avuto dalla S.V. locali lo scorso 2 novembre presso la Casa Circondariale di Lecce, questa Segreteria Generale si sente in dovere di segnalare le assolute criticità discendenti dalla determinazione assunta di dare corso all’apertura del nuovo padiglione – per altro destinato ad ospitare detenuti affetti da patologie psichiatriche – senza la corrispondente integrazione organica. Come è noto, la Casa Circondariale di Lecce risulta già carente ragionando “a bocce ferme”; come può pensarsi di dare corso al progetto di ampliamento senza la dovuta integrazione, senza che ciò incida sulla sicurezza della struttura e del personale che ivi lavora. Prima soffermarci sull’analisi numerica del dato, va segnalato che la questione leccese ha conosciuto un corposo peggioramento nell’ultimo quinquennio, periodo in cui si disponeva di una buona aliquota di personale. Il dato di allora, rapportato a quello odierno, non solo racconta di una flessione meramente algebrica del coefficiente ma va letto unitamente alla circostanza dell’invecchiamento del contingente (il personale ha infatti una età media molto più elevata rispetto al personale impiegato negli istituti del Nord Italia).
La questione dell’invecchiamento non si collega solo alla poca immissione di nuovi contingenti nel Corpo, ma anche al dato certificato della preponderanza di estrazione geografica meridionale degli

appartenenti alla Polizia Penitenziaria che fa si che le sedi del sud (fra cui Lecce) siano considerate “sedi di
approdo” dove, per l’appunto si giunge, dopo una lunga carriera svolta nelle sedi del nord.
Detto ciò, si riporta il dato relativo all’organico previsto dagli atti ministeriali e quelli effettivamente
amministrati (specificando che la forza amministrata non coincide necessariamente con la forza presente a
causa delle lunghe assenza, spesso concesse della Commissione Medica Ospedaliera Competente)
Commissari previsti 4 amministrati 3
Ispettori
Donne previste 5 amministrate 5
Uomini 50 35
Sovrintendenti
Donne previste 6 amministrate 5
Uomini 76 25
Agenti /Assistenti
Donne 59 52
Uomini 519 494
Accanto alla carenza in se che, come raccontata asetticamente dal dato riportato parrebbe in linea con
le altre realtà penitenziarie.
In questa situazione dunque si inserisce la determinazione dell’attivazione del nuovo reparto
psichiatrico che, con i suoi 20 posti letto, costituirà uno dei maggiori poli penitenziari di tale natura in tutta
Italia. Stante l’ubicazione del plesso (fuori dal muro di cinta) oggi destinato ai semiliberi, l’attività di
controllo sia del posto di servizio che dell’esterno va a crescere in maniera esponenziale, passando dalle
attuali due unità ad oltre trenta per assicurare il servizio H24 al reparto.
Con le risorse attuali di certo non può darsi corso al progetto senza pensare di esporre a serio rischio
la sicurezza tanto dell’Istituto quanto della comunità. Né può ritenersi sufficiente la soluzione prospettata
dalla S.V. che poggia unicamente sul personale distaccato.
Per quanto sopra, nella certezza che codesto Provveditore vorrà sospendere la determina di apertura
del nuovo padiglione, si auspica un intervento dei superiori Uffici dipartimentali per l’incremento stabile di
almeno 50unità di personale al fine di consentire una gestione in sicurezza del penitenziario di Borgo San
Nicola.
Urge una operazione di incremento del personale per poter assicurare ai lavoratori condizioni
dignitose e sicure di lavoro.
Nella certezza della rilevanza che vorrà accordare alla presente, ed in attesa di un cortese cenno di
riscontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti

161107_Lecce_apertura nuovo padiglione_nota al provveditore

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About Author: Marco Gordiani

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