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Casa Circondariale di Lecce – Detenuto evade durante una traduzione!

Spari …!

Sono gli spari a rompere il silenzio di questa giornata dell’autunno salentino. E nel disordine, la rocambolesca evasione di un detenuto del carcere della bassa puglia. E’ accaduto nella tarda mattinata odierna, nel corso di una traduzione per motivi sanitari al Vito Fazzi di Lecce. Il detenuto, un quarantaduenne italiano con una condanna all’ergastolo per omicidio, si è abilmente impossessato dell’arma di uno dei due colleghi di scorta e sulla scia del fuoco che ha aperto si è dato alla fuga, giungendo fino al parcheggio del nosocomio cittadino dove, dietro minaccia armata, si è impadronito dell’auto di una malcapitata passante. È caccia all’uomo … ! Sono due i feriti, fortunatamente lievi, di questo episodio “limite” e mentre nella memoria ritorna a fare capolino la sparatoria di Gallarate di qualche tempo fa, si ripresentano alla coscienza sociale tutte le riflessioni, doverose, sulla pericolosità dei servizi di traduzione. Lungi dal voler strumentalizzare l’accaduto, dal voler ergerci a censori dell’altrui operato, nella consapevolezza che sarà l’attività inquirente a fornire tutte le risposte del caso, dal canto nostro riteniamo di dover ragionare, come più volte abbiamo detto (in ultimo in occasione della convocazione del tavolo n.15 degli stati generali dell’esecuzione penale) sull’opportunità di riportare la sanità penitenziaria all’interno degli Istituti di pena, per cercare di arginare il più possibile il “turismo sanitario” che nei grandi numeri delle traduzioni quotidiane rappresenta la voce più cospicua.
L’idea di ritornare ad una gestione “sanitaria penitenziaria” dipendente dall’Amministrazione penitenziaria dopo aver conosciuto da qualche anno il passaggio di competenze all’ASL, non deve ritenersi una involuzione o un fallimento di un progetto di snellimento, ma deve fornire uno spunto di riflessione che consenta di conciliare le mutate
esigenze di sicurezza e di diversa composizione del Corpo di Polizia Penitenziaria con esigenze di sicurezza anche e soprattutto sociale perché questi episodi, Lecce come Gallarate, coinvolgono gioco forza comuni cittadini meritevoli della più ampia tutela possibile. Il Si.N.A.P.Pe si stringe introno a tutto il personale di polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Lecce, fortemente e comprensibilmente provato dall’accaduto.

Casa Circondariale di Lecce – Detenuto evade durante una traduzione!

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About Author: Marco Gordiani

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