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Casa Circondariale di Modena – stato di agitazione!

Eccellentissima dott.ssa Casella,

questi ultimi anni sono stati caratterizzati da una profonda innovazione del sistema carcere in generale ma soprattutto da una decisa evoluzione della Casa Circondariale di Modena che, come spesso la S.V. ha lasciato intendere, ha la presunzione di potersi ergere a “istituto pilota” tra tutti quelli presenti in regione.

Preme però ricordare che le intenzioni, prontamente esposteci nel novembre 2013 (Prot. N° 1710/Dir), attraverso un dettagliato e ben oculato progetto redatto dal Comandante di Reparto, sono da tempo miseramente fallite e trasmettono ultimamente l’impressione che tutto ciò che oggi non va… domani non potrà che andare peggio.

Le si riconosce però che il progetto Ulisse, riferito al 1° reparto, dalla sua istituzione ad oggi ha centrato l’obiettivo: sono stati garantiti e rispettati i concetti basilari di sicurezza e trattamento, grazie anche al fatto di poter disporre di una sistemazione logistica dei locali adeguata e confacente al progetto, ma soprattutto la possibilità di poter selezionare i detenuti da allocarvi.

Recentemente, sempre con l’obiettivo principe dell’umanizzazione della pena, è stata effettuata una frettolosa operazione di “copia e incolla” con il 2° reparto, sperando così di poter ripetere l’operazione precedente senza tenere conto di due aspetti fondamentali: la mancanza di locali idonei e l’impossibilità di poter selezionare i detenuti se non per motivi puramente didattici.

Da ciò scaturisce una diversità di trattamento e quindi una mancanza del rispetto di quel principio di uguaglianza tra i detenuti del 1° e del 2° reparto che Lei ha comunque il dovere di perseguire.

Le ricordiamo, qualora ce ne fosse bisogno, i punti cardini del progetto, sui quali corre l’obbligo riportare l’attenzione, riguardanti soprattutto i sistemi di video-sorveglianza con conseguente sala regia interna, saggiamente classificati come “improcrastinabili”, l’automazione dei cancelli di accesso alle scale detenuti e il team di pronto intervento, quest’ultimo ritenuto di fondamentale e di irrinunciabile importanza anche alla luce dei fatti violenti che hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa.

Duole inoltre evidenziare il mancato coinvolgimento delle OO.SS. sul progetto del 5° e 6° reparto che necessariamente determinerà una nuova rivisitazione dell’organizzazione del lavoro.

Come se ciò non ci riguardasse, non conosciamo la progettualità dei lavori che alacremente sta facendo eseguire da diverse settimane (in questo caso la Polizia Penitenziaria è molto utile…).

E’ notizia di questi giorni l’evento che la S.V. si accinge a realizzare per il 22/10/2015 che vedrebbe la partecipazione e l’ingresso in istituto di numerosissime personalità della comunità civile modenese.

Tale evento organizzato in serata, che prevede anche una partecipazione di detenuti, dovrebbe essere garantito, dal punto di vista dell’accoglienza e della sicurezza, esclusivamente da poche unità di personale di Polizia Penitenziaria.

Qualora non ne avesse la percezione tale comportamento, unito ad altri già posti in essere negli ultimi tempi, offende il personale di Polizia Penitenziaria, umiliandolo soprattutto dal punto di vista umano.

La scarsa considerazione, la mancanza di coinvolgimento e di comunicazione su cui dovrebbe costruire un ambiente di fattiva collaborazione, sta mostrando le prime crepe e questo non contribuisce a garantire un clima sereno in un ambiente, come quello carcerario, dove tale sentimento stenta a trovare una collocazione permanente.

A differenza di altri, non siamo qui a chiedere “teste” per secondi e terzi fini, NOI CHIEDIAMO ASCOLTO E CONSIDERAZIONE!

Se non avremo una immediata percezione di una maggiore collaborazione e di un Suo impegno a migliorare il benessere del personale mediante una più attenta progettualità che contemperi le esigenze trattamentali con le esigenze della Polizia Penitenziaria, dovremo necessariamente considerare altri mezzi che possano garantirci un risultato degno e meritevole a tutela di quei colleghi che quotidianamente svolgono il proprio lavoro con serietà e spirito di sacrificio.

Se così non dovesse essere, e ciò ne avremo un primo riscontro già nell’evento “mondano” da Lei organizzato, mediante il riconoscimento e la giusta e dovuta considerazione del personale di Polizia Penitenziaria appartenente ai vari ruoli, proclameremo lo stato d’agitazione e organizzeremo ogni atto possibile affinché in pari data, e nei giorni successivi, sia dato il giusto risalto alla nostra protesta.

In ultimo, e non per importanza, il personale è a conoscenza di un suo pensiero al manifestarsi di eventi critici importanti, che corrisponderebbe nel ritenere gli elementi della Polizia Penitenziaria come istigatori nei confronti dei detenuti, o addirittura di essere “ossessionati” da alcuni di questi.

La storia testimonia però che il corpo di Polizia Penitenziaria si è sempre distinto per professionalità, sacrificio e per un grandissimo senso di umanità che accomuna e contraddistingue ogni appartenente nella propria attività lavorativa quotidiana.

Forse dovrebbe fermarsi un attimo a riflettere e prendere atto che il nostro è un lavoro oscuro, tanto difficile da soppesare ed apprezzare, quanto facile da infangare!

In attesa di cortese urgente riscontro porgiamo distinti saluti.

Casa Circondariale di Modena – stato di agitazione!

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About Author: Marco Gordiani

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