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Casa Circondariale di Pisa – servizio di traduzione del 17 ottobre 2014 – il Si.N.A.P.Pe. scrive al Vice Capo Vicario del D.A.P.

Egr. Vice Capo Vicario,
con la presente si è a rappresentare l’indignazione di questa Organizzazione Sindacale in relazione agli accadimenti dello scorso mese di ottobre che hanno interessato la Casa Circondariale di Pisa, anche in ragione del riscontro, di certo non esaustivo, fornito dal provveditore regionale alla medesima doglianza sindacale avanzata dalla segreteria regionale della scrivente sigla.
Si sintetizzano di seguito i termini della questione.
In data 16 ottobre 2014 l’autorità giudiziaria di Pisa disponeva, a carico di un arrestato in custodia alla Polizia di Stato, l’esecuzione degli arresti domiciliari con scorta, ritenendone sussistenti i presupposti di cui all’articolo 4 del decreto legge 92/2014.
Nonostante il soggetto in parola non avesse mai assunto la qualifica di detenuto/internato e nonostante il modello organizzativo delle traduzioni preveda in capo alla Polizia Penitenziaria l’onere di tradurre unicamente detenuti e internati, l’esecuzione del provvedimento veniva affidata comunque agli uomini della Casa Circondariale di Pisa.
Orbene, risulta che il Direttore dell’istituto penitenziario in parola, in ottemperanza all’ordine dell’Autorità Giudiziaria, abbia dato immediato corso alla traduzione pur non avendo personale disponibile per lo svolgimento dell’incarico, così affidando il servizio a uomini già in turno.
La traduzione in questione era comunque una traduzione di lungo raggio se si considera che l’udienza si è svolta presso il tribunale di Pisa e gli arresti domiciliari sono stati disposti nell’interland casertano.
Il risultato è stato quello, altamente pericoloso, dell’impiego di due unità per 23 ore continuative di servizio (dalle ore 09 del 16 ottobre alle ore 08 del 17 ottobre).
Ben noti sono a codesti illustri interlocutori i limiti massimi di estendibilità del servizio fissati da ultimo nel documento GDAP 00094125-2016 del 14 marzo 2013 (9 ore continuative o 12 ore in caso di reimpiego scorta).
Denunciata la questione al Provveditore per i doverosi chiarimenti, la massima autorità regionale con nota n. 48278 del 18.11.2014 (che si allega in copia) dopo aver giustamente indicato il dato normativo di riferimento, confermando che la novella legislativa richiede l’intervento delle forze di polizia e non necessariamente della Polizia Penitenziaria, nulla dice sulla discutibile disposizione operativa attuata dalla Direzione che ha evidentemente disposto mettendo a rischio l’incolumità delle due unità, del trasportato oltre che della cittadinanza nel caso in cui si fosse verificato un incidente per stanchezza del conducente.
In ragione di ciò, considerato che la mancata presa di posizione del Provveditore Regionale si traduce in una mancata tutela del personale, voglia codesto Vertice intervenire segnatamente anche al fine della individuazione delle responsabilità personali e professionali degli attori in campo.
In attesa di chiarimenti e in attesa di conoscere i correttivi che saranno adottati, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti

Casa Circondariale di Pisa – servizio di traduzione del 17 ottobre 2014 23 ore di servizio

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About Author: Marco Gordiani