• regina-coeli

Casa Circondariale di Regina Coeli – Esito della visita.

Egregio Direttore,
nell’esprimere apprezzamento e gratitudine per la collaborazione e disponibilità ricevuta da
parte della S.V., così come del Funzionario Responsabile dell’Area Sicurezza, non ci si può esimere
dall’evidenziare le diverse anomalie, alcune delle quali piuttosto bizzarre, riscontrate durante la
visita tenuta in data di ieri da una delegazione del Si.N.A.P.Pe presso la Caserma Agenti
denominata “Santacroce”.
La struttura romana offre, senza dubbio, grandi potenzialità, purtroppo non ampiamente
sfruttate finora.
Certamente non può essere addebitato alla presente reggenza lo stato dei luoghi adibiti a
caserma, così come l’assegnazione delle varie stanze, ma questa O.S. non può certo sottacere in
merito a talune criticità emerse.
La visita odierna è stata incentrata esclusivamente sul problema “caserma”, problema
divenuto recentemente di estrema attualità.
Corre l’obbligo per questo Organizzazione Sindacale ricordare che l’alloggio, attiene
certamente al benessere del personale che rappresenta un bene primario che deve essere
perseguito costantemente dall’Amministrazione Penitenziaria ai vari livelli, sia nell’ambito
lavorativo che il quello privato, così come stabilito con estrema chiarezza da svariate circolari
dipartimentali.
L’allarme che si genera, almeno agli occhi di chi scrive, deriva dal fatto che delle tre caserme
presenti solo una (la cd. Santacroce) risulta quantomeno agibile; le altre, la cd. “Caserma Reparti” e
il cd. “Muro Legnaia” sono state dichiarate, più volte, non idonee ad essere utilizzate come alloggi
collettivi e non certo per l’assenza, seppur accertata, del bagno in camera!
Sig. Direttore, come anticipato per le vie brevi, al di là delle carenze strutturali, ciò che
allarma è l’assoluta disorganizzazione delle stesse caserme: troviamo stanze occupate da persone
che non dimorano e stanze assegnate a personale cui servirebbe solo un luogo in cui cambiarsi!

Ci spiace appurare l’assoluta anarchia che regna, di certo non imputabile a Lei, quanto a chi
permette certe cose, in barba ad ogni regolamento e ad ogni principio. L’impressione odierna è
stata negativa, proprio perché si ha l’impressione che il responsabile della caserma (impiegato in
tale incarico da svariati anni) non conosca affatto lo stato delle camere.
La domanda sorge spontanea: è a conoscenza codesta Autorità Dirigente delle gravi
infiltrazioni di acqua provenienti dal soffitto; è a conoscenza che alcune stanze non possiedono
finestre? e’ a conoscenza del fatto che la caserma “Santacroce” non possiede uscite di emergenza?
Altra criticità è rappresentata dalle caldaie che dovrebbero garantire l’erogazione di acqua
calda nelle stanze. Più volte è stato segnalato a questa O.S. il malfunzionamento delle stesse che
determinano non pochi disagi al personale che ivi dimora, oltre che per quello montante e
smontante dal servizio. Infatti, senza dover fare sforzi di immaginazione, il problema si riveste di
estrema gravità ed urgenza se si pensa alle rigide temperature del periodo.
Orbene, pur apprezzando l’impegno di codesto Direttore e condividendo la scelta di
“sospendere” l’esecutività del pagamento delle caserme, il Si.N.A.P.Pe ritiene che
l’Amministrazione Penitenziaria non possa continuare esclusivamente a fare affidamento sulla ben
nota serietà e professionalità e spirito di abnegazione dei Poliziotti Penitenziari, ma debba
provvedere in maniera “energica” alla risoluzione delle problematiche emarginate nel corso del
tempo dal Si.N.A.P.Pe, che deve essere frutto di una attività programmatica sul lungo periodo, e
non “figlia” di quell’emergenza che ha sempre caratterizzato gli interventi della Parte Pubblica.
Infine sembrerebbe che, durante la ricognizione di una stanza, un poliziotto penitenziario
ivi dimorante abbia lamentato il fatto che si sia proceduto ad accedere alla sua stanza senza la
propria presenza.
Pertanto, preso atto del recente insediamento della S.V. e del grande lavoro da
intraprendere, una volta verificata la rispondenza tra quanto lamentato e quanto realmente in atto,
si chiede di conoscere lo stato attuale delle caserme.
Nell’assicurare massima disponibilità di cooperazione per il bene comune, si resta in attesa
di riscontro e si porgono distinti saluti.

cc regina coeli – esito visita

Share This Post

About Author: Marco Gordiani