• annullamento

CASA CIRCONDARIALE DI ROMA REBIBBIA FEMMINILE – Ordine di Servizio nr. 49/17 dell’11/09/2017 – richiesta rettifiche

Egregia Dottoressa, letto l’Ordine di Servizio nr. 49/17 emesso lo scorso 11 settembre, saltano all’occhio alcune importanti incongruenze che ne compromettono la prevista attuazione. Innanzi tutto la richiesta iniziale che fissa il periodo di presentazione delle varie istanze al giorno 15 del mese precedente a quello di riferimento, potrà essere accettata solo laddove verrà rispettata la norma che indirettamente la richiama (art.8 co.7 dell’A.N.Q); infatti tale disposizione avrebbe senso solo se la programmazione mensile venisse predisposta ed esposta ALMENO 7 giorni prima della fine del mese (cosa che non accade attualmente). In secondo luogo, si fa correttamente riferimento al termine ultimo per la fruizione dei congedi annuali spettanti (entro il 31 dicembre dell’anno di maturazione degli stessi), altrimenti si procederà “ex officio” alla programmazione del congedo. Ciò significa che saranno soggetti a tale modus operandi solo coloro che entro il 15 novembre p.v. non avranno presentato alcuna richiesta; a dispetto di ciò invece, parrebbe che qualche unità si sia vista programmare il C/O d’ufficio, già dal prossimo mese di ottobre!! Per ciò che concerne la programmazione dei turni, appare del tutto inaspettata la limitazione introdotta relativa alla presentazione di una propria programmazione; seppur vera l’ufficiosità di tale metodologia infatti, negli anni la prassi è divenuta uso comune permettendo di ben combaciare le esigenze lavorative con quelle, non meno importanti, legate alla famiglia. L’impossibilità di poter partecipare, in qualche modo, a tale programmazione (a mero parere di chi scrive) non agevolerà la situazione proprio a causa della mancata combinazione tra le diverse necessità, creando disagi e indispettendo il Personale. Ed ancora la contemplazione ristretta di quelle che possono essere le esigenze personali per le quali si possa aver bisogno di una giornata libera dal servizio, sono improponibili e non rispecchiano la realtà dei fatti. I grandi sacrifici richiesti ai poliziotti penitenziari dall’Amministrazione, affinché l’attività lavorativa possa essere espletata nonostante le gravi carenze denunciate in tutta Italia, logorano il corpo e lo spirito. Ora, chiedere di sottovalutare ai minimi termini anche la propria vita privata, appare un vero e proprio abuso! Una mancanza di rispetto nei confronti di coloro che prestano indefessamente la propria opera. Non è palese evidenziare come, tanto più eminente sarà la compatibilità tra condizioni di lavoro e vita privata, tanto più alto sarà il livello occupazionale e, al contempo, la qualità di vita del lavoratore (in un continuo circolo vizioso che gira sempre al meglio). Infine si vuole rappresentare come la necessità dell’alternanza dei turni con il coniuge in presenza di figli minori, vada necessariamente estesa anche a coloro che non appartengono alla stessa Amministrazione. Viene da se infatti che l’esigenza è la stessa, in quanto i genitori con turni coincidenti non potranno prendersi cura dei figli. A tal proposito, se è vero che la legge non specifica se i dipendenti debbano appartenere alla stessa amministrazione, in realtà non specifica nemmeno il contrario, lasciando campo libero all’interpretazione. In questo caso quindi, ciò che prevarrà, sarà l’attenta valutazione del caso da parte del Dirigente che dovrà agevolare l’assolvimento della funzione genitoriale del dipendente, attraverso una diversa organizzazione del lavoro. Detto quanto, si attende determinazione in merito da parte di codesta A.D., certi che saprà mettere in atto la migliore soluzione tanto per la Parte Pubblica che per il Personale interessato.

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About Author: Marco Gordiani

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