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Casa Circondariale di Siracusa – uso improprio del rapporto disciplinare – accanimento dirigenti sindacali

Egregio Provveditore,

stante la tangibile tensione che si avverte attualmente presso la Casa Circondariale di Siracusa, dove gli episodi verificatisi nei giorni scorsi hanno agitato gli animi degli operatori penitenziari e messo a rischio la sicurezza dell’intero Istituto, la scrivente Segreteria Generale si sente in dovere di sottolineare la differenza tra l’espletamento dell’attività sindacale e l’operato del singolo.

A seguito, infatti, degli interventi scritti dal Si.N.A.P.Pe, volti a stigmatizzare l’accaduto spingendosi fino alla richiesta di ricerca delle responsabilità personali e professionali degli attori in campo, è stato notato un cambiamento nella interrelazione professionale fra sovraordinati e sottoposti che ricoprano anche incarichi statutari in seno alla scrivente sigla.

Pare che l’attualità delle condizioni si sia trasformata in una sorta di caccia all’uomo, volta alla ricerca del fallo operativo, al fine di “punire”, attraverso lo strumento disciplinare (che ha ben altri fondamenti genetici), l’attivismo sindacale.

Orbene, ove confermato tale stato di cose, ci si rammaricherebbe laddove dovesse riscontrarsi la realizzazione della previsione di cui sopra, non potendosi tollerare che la critica sindacale, per propria natura anche aspra, diventi metro di giudizio del rendimento professionale.

E’ indiscutibile, infatti, come non debba esservi mai la sovrapposizione dei due incarichi (istituzionale da un lato e statutario dall’altro), non essendo ammissibile la commistione di essi in nessuno degli ambiti relazionali. Come è fatto, dunque, obbligo al dirigente sindacale di svestire la “casacca” durante l’espletamento del servizio, del pari è fatto obbligo all’Amministrazione di relazionarsi al soggetto tenendo presente i singoli momenti di relazione (lavorativo e/o sindacale).

Un diverso approccio, che si scolli da un tale principio, evidentemente offenderebbe la storia del sindacato e tarperebbe le ali alla stessa attività di tutela e compartecipazione, in ragione della palese subordinazione professionale, fra il lavoratore ed il datore di lavoro.

La presente corrispondenza si inserisce nel quadro storico attuale come mera interlocuzione preventiva, che valga a scongiurare il realizzarsi di una siffatta condotta, che sarebbe poi oggetto di giudizio in altre sedi.

Per questi motivi si chiede a codesto Provveditore di fungere da garanzia del Personale che ricopra incarico di dirigente sindacale, affinché non si imbavagli, con strumenti collaterali, la voce dell’Organizzazione.

Certi per la sensibilità che vorrà dimostrare per la questione segnalata, si resta in attesa di un cortese cenno di assicurazione.

Distinti saluti.

CC Siracusa – persecuzione dirigenti sindacali

 

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About Author: Marco Gordiani