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Casa Circondariale N.C. Civitavecchia – Competenza della “Sorveglianza a Vista” – richiesta delucidazioni

Egregi,
a distanza di alcuni anni, la scrivente Segreteria Generale torna a scrivere su un argomento molto sentito e non ancora ben distinto: la sorveglianza a vista, e nello specifico la sorveglianza a vista richiesta per motivi sanitari.
Come risaputo infatti, il suddetto tipo di controllo, non è disciplinato da alcuna normativa.
E’ ormai consuetudine però che, in caso in cui lo psichiatra rediga un certificato, dichiarando lo stato di pericolosità di un soggetto a commettere atti lesivi per sé o per gli altri, il Direttore dell’Istituto disponga la così detta “Sorveglianza a vista” sul detenuto interessato.
E’ altrettanta consuetudine che tale particolare servizio venga espletato dal personale di Polizia Penitenziaria, pur non essendo previsto tra i compiti istituzionali sanciti dall’Ordinamento Penitenziario.
Infatti, sebbene l’art.14 bis della Legge 354/75 decreti l’attuazione di un regime di sorveglianza particolare, non si fa mai riferimento ad un piantonamento a vista h24, ma solo al mantenimento dell’ordine e della sicurezza, nonché alla salvaguardia dei diritti dei detenuti.
Quando però l’osservazione particolare del soggetto è richiesta specificatamente per motivi sanitari, viene da se che il personale più idoneo a svolgere tale compito, sarebbe proprio il personale infermieristico/sanitario che, in caso di eventi particolari, saprebbe intervenire nella maniera più corretta.

Nel caso specifico si è venuti a conoscenza che nonostante presso la Casa Circondariale di Civitavecchia, vi sia una stanza detentiva a due posti, apposita per l’osservazione psichiatrica, video sorvegliata e controllabile da monitor esterni, la sorveglianza a vista viene effettuata ancora in maniera “primitiva”.
Così, se un soggetto viene ivi recluso per essere sottoposto a stretta sorveglianza, questa non viene effettuata tramite i monitor (come previsto) ma impiegando personale di polizia penitenziaria che, con il solo supporto di una sedia, rimane fisicamente h24 dinanzi il blindo della cella.
Quanto descritto appare veramente illogico, stante la dotazione informatizzata di cui sopra e soprattutto incoerente, considerato che, in caso di alterazione del detenuto, si dovrà per forza di cose richiedere l’intervento del personale sanitario, capace di valutare la salute fisica e mentale del ristretto (visto che si parla specificatamente di osservazione psichiatrica), più delle unità di polizia, impiegate alla salvaguardia ed alla tutela della sicurezza.
Non si deve poi sottovalutare il fatto che le risorse umane appartenenti al Corpo sono sempre più scarseggianti ed una gestione diversa, con il corretto impiego delle stesse, permetterebbe una migliore organizzazione del lavoro, senza eccessivi carichi tanto a livello fisico che psicologico.
Si auspica pertanto che le SS.LL., ognuno per la propria competenza, possa rivalutare la questione con le giuste osservazioni apportate.
In attesa di sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

CC Civitavecchia -sorveglianza a vista- SOLLECITO

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About Author: Marco Gordiani

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