CASA DI RECLUSIONE “CALOGERO DI BONA” PALERMO – Stato di agitazione della Polizia Penitenziaria – Richiesta raffreddamento dei conflitti – Convocazione urgente tavolo superiore

Egregio Provveditore,
con la presente la scrivente O.S ritiene opportuno e doveroso significarle, nella Sua alta veste di Responsabile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la grave situazione che da tempo vive l’Istituto penitenziario Calogero Di Bona Palermo. Dopo numerose note sindacali ,inerenti a molteplici episodi di cattiva gestione, che l’Autorità Dirigente non solo non ha provveduto a sanare, ma di contro ha sempre più acutizzato nelle proprie espressioni più patologiche, questa Segreteria Nazionale non può far a meno di segnalare le gravi responsabilità. Detto ciò, si rappresenta che le continue e innumerevoli rimostranze formulate da questa Sigla a l’ Autorità Dirigente di Palermo, non hanno trovato attualmente un’idonea corrispondenza da parte della stessa, il quale dovrebbe garantire il rafforzamento del sistema ed il valore delle relazioni sindacali in ambito Locale. Le mancate prese di posizioni, da parte del Provveditorato Regionale, riguardo alle segnalazioni di questa O.S. hanno, di fatto, legittimato il modus operandi della direzione come di Palermo Calogero Di Bona..
Considerato, che le OO.SS.,OSAPP,SAPPe, CISL, Si.N.A.P.Pe durante le trattative del 09 e 11 maggio 2018, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale, e contestualmente chiedeva l’applicazione del raffreddamento dei conflitti con l’intervento del dirigente generale, diffidando l’amministrazione locale a non prendere decisioni unilaterali da come previsto dall’art. 4 dell’A.Q.N.. Il comportamento unilaterale intrapreso, da parte dell’Autorità Dirigente di Palermo, nell’emettere in maniera unilaterale un piano ferie estivo fallimentare e modificare l’Assetto organizzativo del lavoro di cui ha portato la stessa Autorità Dirigente a sospendere il programmato mensile, in tutto in violazione del D.P.R 164/2002 art. 30 ,e quanto previsto dall’A.Q.N. art. 4.
Pertanto in considerazione di quanto accaduto, il Sinappe ribadisce lo stato di agitazione Locale, e contestualmente chiede l’applicazione del raffreddamento dei conflitti, chiedendo che le future trattative, siano trattate a tavolo superiore. Da come previsto dall’A.N.Q., all’art.2 prevede che: “In caso sorgano contrasti interpretativi in ordine all’applicazione delle disposizioni di cui al D.P.R. n.164/2002 è facoltà di una o più delle organizzazioni sindacali firmatarie ricorrere all’attivazione delle procedure di raffreddamento dei conflitti di cui all’articolo 8 del D.dgl. n.195/95, sostituito dall’art. 6 del D.Lgs. n.129/2000” .
Riteniamo che questo modo di operare non sia più tollerabile, pertanto chiediamo al Provveditore Regionale che disponga, un’indagine ispettiva presso l’Istituto Palermitano la Regione Sicilia, e di voler porre definitivamente fine al comportamento posto in essere dal Direttore della Casa di Reclusione Palermo , evitando di creare malumori e frustrazioni di difficile risoluzione.

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