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CASA DI RECLUSIONE DI AVERSA – Esiti della visita sui luoghi di lavoro – Osservazioni

Egregio Provveditore,
questa mattina la scrivente Segreteria Regionale ha effettuato una visita sui luoghi di lavoro presso l’ex
O.P.G. di Aversa, ormai riconvertito a casa di reclusione per detenuti comuni. La visita ha messo in luce
le notevoli criticità con cui quotidianamente si devono confrontare i poliziotti in servizio
presso la struttura in argomento. Criticità connesse a carenze strutturali dovute alle vetuste condizioni
in cui versa la novella casa di reclusione che necessita di importanti quanto urgenti interventi di
ristrutturazione, nonché alla particolare dislocazione delle sezioni detentive, costituite da corpi separati,
concepite inizialmente per internati ma oggi destinate a detenuti afferenti al circuito ordinario.
La struttura si sviluppa, infatti, soprattutto in estensione e ciò comporta inevitabilmente la necessità
di continui spostamenti all’aperto dei poliziotti e dei detenuti stessi, ad esempio per i colloqui o per la
somministrazione del vitto o della spesa, con i rischi ed i disagi connessi a tale esigenza che si ripercuotono
inesorabilmente sulla sicurezza. Stupisce, inoltre, l’assoluta mancanza di un servizio di vigilanza armata del perimetro dell’istituto che, se era giustificabile per le esigenze di un O.P.G., non lo
è sicuramente per i livelli di sicurezza previsti per una casa di reclusione.
Andrebbero, inoltre, riviste alcune postazioni di servizio come quella della vigilanza dei passeggi, in
alcuni casi carente dal punto di vista della sicurezza, nonché dell’ufficio del preposto che, in una sezione in
particolare, condivide gli spazi con l’infermeria con una inaccettabile ed ingiustificabile commistione di spazi,
sia dal punto di vista igienico-sanitario che operativo.
Discorso più approfondito merita, inoltre, la grave situazione di disagio dovuta alla notevole
carenza di personale ormai ai limiti del collasso (ulteriormente aggravatasi a seguito
dell’apertura di due nuovi reparti-sezioni) che costringe i poliziotti, già oberati di pesanti
carichi di lavoro, a dover sopperire alla copertura di più posti di servizio
contemporaneamente in una situazione oggettivamente stressante ed ai limiti della
tolleranza. Basti pensare che nei turni pomeridiani, necessariamente di otto ore, quasi sempre, i colleghi
non possono recarsi in mensa per la consumazione del pasto, a causa della mancanza di un cambio sul posto
di servizio, trovandosi costretti a consumare un fugace quanto striminzito spuntino a sacco durante il
servizio.
Da queste considerazioni nasce quindi l’imminente esigenza, oramai non più procrastinabile, di una
revisione delle dotazioni organiche evidentemente non più adeguate alle attuali esigenze di
sicurezza che il nuovo circuito detentivo impone. Situazione che potrebbe essere al momento
tamponata attraverso l’indizione di un interpello straordinario finalizzato all’assegnazione temporanea di
ulteriori unità di Polizia Penitenziaria presso l’istituto in argomento.
Per le ragioni sopra evidenziate riteniamo sia auspicabile un concreto intervento di codesto vertice
regionale al fine di addivenire ad una soluzione urgente e condivisa delle problematiche esposte
con l’intento di restituire serenità e lenire il disagio dei poliziotti penitenziari sul cui
sacrificio e abnegazione si basa la sopravvivenza del sistema.

CASA DI RECLUSIONE DI AVERSA – Esiti della visita sui luoghi di lavoro – Osservazioni

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About Author: Marco Gordiani

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