• brescia carcere di verziano  - brescia 2007-07-02 brescia carcere di verziano  carcere di verziano  - fotografo: / FOTOGRAMMA BRESCIA

CASA DI RECLUSIONE DI BRESCIA – Gravi carenze organiche – Sollecitazione intervento

Egr. Direttore La questione della carenza organica che affligge l’istituto penitenziario da Lei diretto, con particolare riferimento al contingente femminile, è una questione più volte affrontata da questa Organizzazione Sindacale che, con preoccupante costanza, si trova costretta a lanciare gridi d’allarme in merito all’insostenibilità delle condizioni di lavoro presso la Casa di Reclusione di Brescia Verziano. Come è noto si sta parlando di un istituto di ridotte dimensioni in cui la carenza organica, seppur in linea con le percentuali nazionali, di fatti si avverte con maggiore intensità, tant’è che ormai l’organizzazione del lavoro si è stratificata sui tre quadranti giornalieri; circostanza che richiede al poco personale in servizio l’espletamento di un numero di ore settimanali che eccede di gran lunga le previsioni contrattuali. A ciò si aggiunga che la carenza – logicamente – non trova quale unica compensazione quella del ricorso al lavoro straordinario ma si traduce anche con un aumento delle incombenze lavorative; così, ad esempio, al reparto femminile il turno serale viene svolto da una unica unità nonostante la previsione sarebbe di due unità. Un reparto in forte sofferenza, quello femminile, che per di più vede aggravarsi la propria condizione essendo chiamato non di rado a sopperire anche le carenze del reparto maschile. La carenza organica è infatti globale ed importante per entrambi i contingenti.
Né la questione pare trovare un alleggerimento attraverso disposizioni operative che consentano attraverso il principio della collaborazione di “rimodulare” i carichi di lavoro. Così ad esempio, pur essendoci un ordine di servizio che affida il controllo del detenuto lavorante in una determinata area all’unità addetta all’Ufficio Ragioneria, pare che la disposizione venga
costantemente disattesa continuando ad impiegare in tale mansione il già sofferente reparto
femminile.
Come ben si comprenderà dal quadro innanzi tracciato, la questione non appare oltremodo
tollerabile come non più sopportabili appaiono i sacrifici che vengono richiesti al personale, forse
dimentichi del fatto che prima ancora che poliziotti penitenziari parliamo di donne e uomini che a
fatica riescono a conciliare le esagerate esigenze lavorative con quelle familiari. E’ per questo motivo
che la presente denuncia rappresenta l’ultimo tentativo interlocutorio inducendo questa O.S. – ove
non si apprezzino correttivi tangibili – a porre in essere forme di protesta.
In ragione di tutto quanto sopra esposto, si chiede di intervenire presso le autorità
competenti affinché si provveda – magari attraverso l’indizione di un interpello straordinario
regionale – ad integrare l’organico della Casa di Reclusione in argomento per dare finalmente
respiro al personale colà impiegato.
Si resta in attesa di conoscere i provvedimenti che saranno assunti e sarebbe cosa gradita una
convocazione per la discussione della problematica e delle possibili soluzioni.

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About Author: Marco Gordiani

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