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CASA DI RECLUSIONE DI TEMPIO PAUSANIA – Visita sui luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 5 c.6 dell’ A.N.Q. del 24.03.2004

Egr. Provveditore,
la scrivente O.S. nell’effettuare, ai sensi della normativa in oggetto, visite sui luoghi
di lavoro degli appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria negli Istituti Penitenziari,
procede, puntualmente al termine di ogni singola visita all’invio di segnalazioni e/o
suggerimenti utili agli opportuni successivi interventi finalizzati a migliorare la qualità del
lavoro dei poliziotti (ponendo particolare attenzione sulla situazione igienica dei luoghi di lavoro, alla salubrità degli ambienti, Caserme ed alla sicurezza degli stessi operatori tutti,
in ossequio al D. L.gs 9 aprile 2008 n. 81. e successive integrazioni).
Segnatamente, in data 26/10/2016 lo scrivente Segnatario Regionale, unitamente al
Segretario Nazionale Luigi Arras ed al Segretario Locale Tommaso Carai, entrambi fra
l’altro in servizio effettivo c/o l’Istituto tempiese, in virtù della normativa in oggetto, dopo
essere stati ricevuti dall’A.D. nella persona della Dr.ssa Carla Mauro, hanno visitato
l’Istituto accompagnati dai delegati del Direttore, segnatamente dal Comandante di
Reparto.
L’impatto visivo esterno con la nuova struttura lascia alquanto perplessi in ragione
del fatto che il primo presidio di sicurezza esterno (Block House) è chiuso e privo di
poliziotto penitenziario, infatti, si è potuto constatare che l’apertura di tale varco viene
effettuato elettricamente dal preposto alla portineria esterna con conseguente accesso alle
aree esterne dell’Istituto senza alcun controllo, parimenti, il presidio che da accesso
all’interno della struttura detentiva dell’Istituto, (denominata Portineria Interna) non è
presidiata, infatti, tale apertura viene comandata a distanza dall’operatore della sala
operativa, entrambi i presidi in commento sono privi di operatore di Polizia penitenziaria
sin dall’apertura del plesso penitenziario a causa della cronica carenza di personale,
infatti, rispetto alla pianta organica prevista di 158 unità, vi sono amministrati 90 poliziotti.
Struttura di recente apertura, primavera del 2012, apprezzabile, dotata di molteplici
sistemi elettronici di supervisione, controllo video e comandi elettrici per le aperture, i quali
sistemi però, in molti siti è da tempo completamente fuori uso, compreso il sistema di
apertura elettrica a distanza delle celle detentive, le quali vengono aperte con le chiavi.
Tale situazione perdura da diverso tempo, anzi il sistema di apertura delle celle
praticamente non è mai entrato in funzione poiché difettoso dal primo “start up”. Coi tagli
poi alla manutenzione ordinaria crediamo che sicuramente restaranno ancora non
funzionanti per molto tempo
Ciò ci fa pensare che probabilmente qualche accorgimento tecnico sia sfuggito già
in sede di esecuzione dei lavori e pertanto consegnato con già le predette anomalie?
All’ingresso della portineria esterna, la quale gestisce anche l’apertura del passo
carraio, si è notato che il personale di P.P. ivi preposto non ha la possibilità di eseguire i
dovuti controlli sui mezzi in entrata o uscita per via del fatto che non è stata creata
nessuna porta di accesso fra il posto di servizio ed il locale del passaggio carraio pertanto,
l’unico poliziotto preposto al servizio deve necessariamente abbandonare la postazione ed
uscire sul piazzale per poter ispezionare i mezzi che transitano con evidenti difficoltà
operative,questa operazione poi risulta ancor più difficile (se non fantozziana) per il
controllo dei mezzi in uscita
Altresì, risulta che in tutti i posti di servizio, dotati fin dalla consegna del plesso
penitenziario, di pompe di calore e climatizzazione, quasi tutte non funzionano fin
dall’estate del 2015 per un guasto al sistema, infatti, viene lamentata una eccessiva
esposizione al caldo, mentre in inverno si sta al freddo, salvo qualche postazione dotata di
una stufetta elettrica.
Evidenti e numerose sono le muffe e le infiltrazioni d’acqua riscontrate all’interno di
molti locali ed uffici.
Altra problematica riguarda la fornitura dell’acqua sanitaria dell’intera struttura, la
quale non è potabile, per cui l’Amministrazione provvede ad approvvigionarsi giornalmente
per i servizi di cucina e lavaggio degli alimenti per il tramite delle autobotti della protezione civile, altresì provvede a proprie spese a fornire un litro di acqua al giorno per
ciascun detenuto per bere. L’acqua che viene erogata dai rubinetti è di colore marrone, in
particolare quella calda, le tubature, a causa del loro rapido logoramento ed incrostazione,
si rompono in continuazione difatti questo ci veniva confermato anche dalla direttrice che
era alle prese con una nuova perdita questo chiaramente con conseguente interruzione
dell’erogazione idrica.
Tale anomalia sembra debba ricondursi al fatto che l’impianto è composto di
tubature in ferro zincato, impiegato su tutta la struttura, ed alla alta concentrazione di
metalli presenti nella rete idrica già prima dell’immissione dell’acqua nelle tubature
dell’istituto.
Questa situazione, benché nota da diversi anni, non sembra vedere soluzione, anzi
diventa sempre più critica poiché ormai l’intero impianto si sta occludendo per il
concentrarsi delle incrostazioni all’interno delle tubature, è notizia dei giorni scorsi in cui
già diverse linee dell’alimentazione dei servizi idrici di diverse celle è stata interrotta per
rottura sistematica delle tubature.
Per quanto attiene il carico di lavoro e la gestione del personale si constata che a
causa della fortissima carenza sopra evidenziata l’istituto va avanti grazie all’abnegazione
e forte senso del dovere dei poliziotti con un massiccio e sistematico ricorso all’utilizzo
dello straordinario, infatti benché il servizio sia strutturato sui quattro quadranti da sei ore
ciascuno, gran parte di tale personale viene impiegato per ben oltre il normale orario di
servizio fino a raggiungere le dodici ore di servizio continuativo.
Altra carenza è rappresentata dall’assenza di “sottufficiali”, infatti rispetto alla
previsione della pianta organica prevista di 18 ispettori e 18 sovrintendenti, vi sono
amministrati solo 2 ispettori e 2 sovrintendenti.
Inoltre, vale la pena evidenziare che per il servizio delle traduzioni dei detenuti,
allorquando si deve provvedere ad una uscita in traduzione questa si effettua in molti casi
con l’anticipo o il trattenimento in servizio oltre l’ordinario turno giornaliero del personale
smontante.
Dall’esame del Mod.14/A si evince chiaramente che detto personale, pur
organizzato, come già detto, in turni su quattro quadranti, ha un carico di lavoro
complessivamente considerevole ed è altresì chiaro che le 90 unità in organico non sono
assolutamente sufficienti ad affrontare i servizi che la struttura richiede, fra l’altro, poiché
allo stato non vi è vigilanza esterna dell’Istituto ed anche il muro di cinta non è mai stato
presidiato da sentinelle, si auspica il rinforzo dell’organico per almeno l’istituzione di una
pattuglia automontata, stante anche il particolare indice di pericolosità dei detenuti ospitati,
tutti classificati Alta Sicurezza 3.
In conclusione: si è davanti ad un nuovo e tecnologico Istituto penitenziario su cui
comunque è necessario intervenire al fine di lenire le criticità sopra evidenziate.
Ciò posto, s’invitano le SS.LL. a valutare i dovuti e necessari interventi segnalati.
Si resta in attesa di eventuali riscontri in ordine alle iniziative che si intendono
adottare per deflazionare i problemi segnalati.

CASA DI RECLUSIONE DI TEMPIO PAUSANIA – Visita sui luoghi di lavoro

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About Author: Marco Gordiani

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