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Casa Reclusione di Milano Opera – richiesta implementazione Personale per il servizio Videoconferenze

Egr. Sig. Provveditore,
questa O.S., con la presente nota, intende portare all’attenzione della S.V. e
delle altre autorità in indirizzo una criticità che, a dispetto della sua
indiscutibile delicatezza, appare tuttora sorprendentemente e colpevolmente
sottovalutata.
Si evidenzia in merito a quanto si sta per segnalare, che da diverso tempo il
numero dei detenuti provenienti da altri istituti della regione e che
raggiungono la Casa di Reclusione di Milano Opera per ragioni processuali, è
considerevolmente aumentato, motivi questi che determinano una notevole
movimentazione di personale con la qualifica di U.P.G. del suddetto istituto per
garantire la partecipazione alle videoconferenze, sguarnendo in maniera
significativa i reparti detentivi.
La Casa di Reclusione di Milano Opera, per l’espletamento delle udienze in
videoconferenza, nonostante abbia recepito in pieno la normativa in materia,
presenta degli evidenti profili di illegittimità, ponendosi in aperto contrasto con
la legge 11/1998 che ha introdotto, nelle disposizioni di attuazione al c.p.p.,
l’art. 146 bis, che disciplina la partecipazione al dibattimento a distanza (c.d.
videoconferenza) nei processi relativi a reati previsti dall’art. 51, co. 3bis,
c.p.p. (reati di criminalità organizzata), nonché dall’art. 407, co. 2, lett. a), n.
4), c.p.p. con riferimento a taluni delitti commessi per finalità di terrorismo
anche internazionale e di eversione dell’ordinamento costituzionale.

Per quanto concerne le udienze che provengono da altri istituti, sovente
vengono utilizzate le sale per la videoconferenza nei confronti di detenuti A.S.
e collaboratori, talvolta accade anche che le richieste hanno sforato la
disponibilità materiale delle sale stesse, causando disagi operativi, di contro, si

assiste ad un calo di quelle utilizzate per le udienze previste dalla normativa al
momento vigente.
Giova poi ricordare alla S.V. che l’impiego di Ufficiali di Polizia Giudiziaria con
funzioni di assistenza all’udienza nei processi in video conferenza, non
rientrando assolutamente tra i compiti istituzionali del Corpo di Polizia
Penitenziaria, distoglie numerosi appartenenti ai ruoli dei Sovrintendenti e
degli Ispettori da quelle che sono invece le mansioni loro istituzionalmente
demandate dalla legge 395/90 (Ordinamento del Corpo di Polizia
Penitenziaria).
Appare più che evidente che tali formalità, dettate dall’esigenza di garantire al
massimo la regolarità dell’udienza, sovente vengono disattese nella pratica,
essendo ormai invalsa la prassi di sopperire alla carenza di ausiliari abilitati ad
assistere il giudice in udienza, avvalendosi, per l’assistenza all’udienza, della
presenza di ufficiali di P.G. appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.
Pare quindi auspicabile una implementazione di altro personale con la qualifica
di U.P.G. al fine di sopperire alle esigenze lamentate dal personale, risorse
umane che dovrebbero pervenire dagli istituti che usufruiscono delle
videoconferenze presso la Casa di Reclusione di Milano Opera.
Alla luce di quanto espresso in narrativa, il Si.N.A.P.Pe Le chiede di
predisporre l’impiego di ufficiali di P.G. appartenenti al Corpo di Polizia
Penitenziaria in maniera tale da ripartire equamente i carichi di lavori, onde
evitare di compromettere ulteriormente la già precaria organizzazione del
lavoro presso la Casa di Reclusione di Milano Opera, acuendone in maniera
esponenziale le criticità già esistenti.
La scrivente O.S. Le chiede altresì di intercedere presso le autorità competenti
affinché l’assistenza alle udienze effettuate in video conferenza presso la Casa
di Reclusione di Milano Opera venga garantita da ausiliari abilitati e nominati
dal giudice o, in caso di urgenza, dal presidente, nel pieno rispetto della
normativa vigente sopra richiamata.
Nelle more che ciò avvenga, il Si.N.A.P.Pe invita la S.V. ad intervenire affinché
non venga più disposto l’impiego indiscriminato di appartenenti al Corpo di
Polizia Penitenziaria per l’espletamento delle mansioni di cui trattasi, avendo
cura di impiegare solo personale appositamente e preventivamente formato,
istituendo all’uopo appositi corsi di formazione aperti a tutto il personale del
Corpo avente la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, evitando così di

affidare incarichi di estrema delicatezza e di enorme responsabilità ad
appartenenti al ruolo dei Sovrintendenti e degli Ispettori privi di adeguata
preparazione, anche alla luce del fatto che tali mansioni esulano dai compiti
istituzionali loro demandati dalla legge istitutiva del Corpo.
Per concludere, si rappresenta altresì alla S.V. che ad oggi, dalle complesse e
delicate operazioni di servizio sopradescritte, è emerso peraltro il fatto che
non vi è la presenza costante di un Coordinatore per l’organizzazione di tale
delicato servizio, ragione per cui il personale è lasciato senza alcun referente,
allo sbaraglio, e di conseguenza in completa autonomia deve risolvere qualsiasi
problematica, nonché addirittura trovarsi il cambio anche per recarsi in bagno
e/o per poter consumare il pranzo.
Per questi motivi, il Si.N.A.P.Pe intende evidenziare e lodare lo sforzo e il
sacrificio che il Personale di Polizia Penitenziaria ha profuso nel servizio svolto,
impegnandosi con senso di abnegazione, mostrando doti di alta e indubbia
professionalità, senso del dovere e particolare competenza.
Si ringrazia e resta nell’attesa di cortese e sollecito riscontro e con l’occasione
si porgono distinti saluti.

Casa Reclusione di Milano Opera – richiesta implementazione Personale per il servizio Videoconferenze

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About Author: Marco Gordiani

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