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Commissione Palma: l’incontro presso il Ministero della Giustizia

“Proposte di intervento in materia Penitenziaria”

Ecco cosa ha escogitato

la commissione dei “saggi”:

esiti dell’incontro al Ministero della Giustizia

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri nei palazzi del Ministero della Giustizia, l’incontro

fra le Parti Sociali e l’autorevole Professore Mauro PALMA, presidente dell’omonima

Commissione istituita presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro della Giustizia, al fine di

elaborare proposte di intervento in materia penitenziaria.

Al fianco del Professor Palma, una schiera di “angeli” di tutto rispetto: il Capo del

Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tamburino, e i suoi due vice

Capi, Luigi Pagano e Francesco Cascini, la Dottoressa Simonetta Matone e il Commissario

Straordinario per l’edilizia penitenziaria, prefetto Angelo Sinesio.

Il variegato parterre de roi, se da un lato ha permesso un confronto ampio su tutto lo

scibile dell’universo penitenziario, con interventi che hanno spaziato dalla spending review

alla condizione contrattualistica delle figure professionali presenti, dall’altro ha spostato il

baricentro del vero oggetto della convocazione, ovvero le proposte di intervento in materia

penitenziaria elaborate dalla suddetta “commissione di saggi” per rispondere ai moniti

dell’Europa.

Il dictat della Corte Europa è stato infatti univoco e preciso: le condizioni delle nostre

patrie galere devono cambiare, e alla svelta, pena l’esame (con esito scontato) dei 3600

ricorsi pendenti di detenuti che mirano ad ottenere lauti risarcimenti per le inumane

condizioni di detenzione.

E con questa mannaia, si lavora alacremente per scongiurare il peggio mettendo giù

tutta una progettualità che, così come descritta dai “saggi” e rappresentata a Strasburgo

dallo stesso Ministro, appare “rassicurante”.

Così ha definito arditamente il Si.N.A.P.Pe in sede di intervento la “grande farsa” su

cui si chiedeva il confronto.

Il fantasmagorico progetto è stupefacente, perfetto, idilliaco, ma appare tanto

come l’ennesima “cattedrale nel deserto”.

Siamo consapevoli che la prima vera urgenza è quella si superare la famigerata soglia

dei famosi 3 metri quadri pro capite di spazio vitale, limite al di sotto del quale nemmeno ci

sarà consentito di guardare ad un nuova filosofia detentiva. Ecco da dove nasce l’urgenza di

attivare nuovi padiglioni detentivi: padiglioni che “fanno acqua”, senza personale che possa

attenderne ai servizi! Ma questi sono piccoli particolari che per i giudici di Strasburgo poco

rilevano.

E a pagarne le spese, ancora una volta Noi, Poliziotti Penitenziari, l’ultimo anello

della catena, che da addetti ai lavori ammiriamo stupefatti la tela dipinta dall’assise dei savi,

ma che con brutale praticità ci interroghiamo, e interroghiamo Loro, sulla concreta

attualizzabilità del progetto e di come questo impatti all’interno della quotidianità

penitenziaria dei singoli operatori in vigenza dello schema di responsabilità personali e

professionali (vedasi la colpa del custode piuttosto che il codice disciplinare) che pare non

sia destinato subire alcun mutamento.

Siamo stati additati di “sfiducia” dal Presidente dell’assise: ma la nostra, più che

sfiducia è amara concretezza per lo scenario che si delinea; l’Italia è salva a spese degli

italiani.

Comunicato – incontro al Ministero con Commissione Palma

 

 

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About Author: Marco Gordiani