• CONTRATTO

COMUNICATO – 2017 – Sarà l’anno del “contratto”?

Ci eravamo lasciati lo scorso anno con una riflessione circa le sorti del contratto del pubblico impiego. Molti ricorderanno che a ridosso della tornata referendaria, il Ministro della Funzione Pubblica siglò una intersa con le parti sociali con cui ci si poneva l’obbiettivo di giungere al rinnovo contrattuale nel corso del 2017 (ricordiamo che il contratto è bloccato dal 2009) con un incremento di circa 85 euro/mese. Gli eventi politici del Paese hanno decretato la caduta del Governo e l’insediamento in tempi record di un “nuovo” Esecutivo, rinnovato nella guida ma non negli incarichi (almeno per la maggior parte di essi) e così tocca adesso al “Governo Gentiloni” dare attuazione a quell’intesa. Avevamo già allora specificato che quel documento dalla indiscussa valenza politica, per quanto pubblicizzato dalla stampa, di certo non costituiva un passo concreto verso il rinnovo contrattuale, mancando di fatto ancora l’atto di indirizzo (di competenza del Ministro della Funzione Pubblica) con cui si autorizza l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale (ARAN) a trattare con le parti sociali i dettagli del contratto. Di certo c’è che nella legge di bilancio per il 2017 risultano iscritti 5 miliardi di euro (per il triennio 2016/2018) per la riforma della Pubblica Amministrazione, da cui si attingerà per il rinnovo contrattuale. La partita più importante dell’intero “Campionato del Rinnovo” però sarà quella della compatibilità fra il promesso aumento e l’ormai famoso BONUS. Gli 80 euro di bonus sono infatti attribuiti a tutti quei redditi inferiori ai 25 mila euro annui, per poi andare via via scemando fino ad azzerarsi nella forbice fra i 25 e i 26 mila euro annui. L’attribuzione dell’aumento contrattuale potrebbe dunque provocare la diminuzione o addirittura la perdita del bonus cosicché il tanto atteso rinnovo si tradurrebbe in un grande bluff (anche se in merito si erano registrati impegni del Governo a che l’uno non escludesse l’altro, con meccanismi di salvaguardia ancora tutti da studiare). Rinnovo si, ma non dimentichiamo (e come potremmo mai farlo?) che questa importante partita si connette in maniera simbiotica ad un altro paio di grandi temi: quello del riallineamento e quello del riordino delle carriere. Un bell’intreccio, ma senza l’uno non può aversi l’altro e nonostante la scadenza per l’esercizio della delega da parte del Governo (sia pure un Governo di transizione ma dall’indiscusso connotato politico che traghetterà il Paese alle prossime elezioni) sia fissata al prossimo febbraio (vale a dire fra poco meno di due mesi) nessun “Progetto” si scruta all’orizzonte. Va però detto che il “tavolo” interministeriale continua il proprio lavoro di stesura e confronti, l’ultimo dei quali si è tenuto a ridosso delle festività natalize. Nel merito attendiamo che l’Amministrazione Penitenziaria ci dia notizia degli esiti. Sarà dunque il 2017 l’anno delle grandi conquiste? Sarà la volta buona?

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About Author: Marco Gordiani

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