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COMUNICATO – CASA CIRCONDARIALE DI BUSTO ARSIZIO: GRAVI DISORDINI!

COMUNICATO – CASA CIRCONDARIALE DI BUSTO ARSIZIO: GRAVI DISORDINI!

Nella giornata di ieri, presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, si è verificata l’ennesima situazione di disordine registrata nei carceri della LOMBARDIA, che ha minato seriamente la sicurezza dell’istituto.
Un detenuto egiziano, dopo aver ferito un altro ristretto (accompagnato in ospedale per le cure del caso), rifiutava l’allocamento nel reparto isolamento.
Mentre si trovava nel corridoio del reparto quindi, al fine di fronteggiare il personale di Polizia Penitenziaria intervenuto, si armava con bombolette del gas (in uso ai detenuti per i fornellini personali) e di lamette, che gli venivano fornite, da altri ristretti extracomunitari dall’interno delle loro celle.
Col passare dei minuti la situazione, già critica, assumeva le fattezze di una vera e propria rivolta, visto che i detenuti davano fuoco alle bombolette avvolte in stracci imbevuti di olio, e le lanciavano contro i poliziotti intervenuti. Le esplosioni fortunatamente non provocavano danni gravi ai colleghi che, nonostante il pericolo e con non poca fatica, solo dopo circa un’ora, riuscivano a far rientrare la ribellione. Tutti i detenuti coinvolti, venivano giustamente condotti in isolamento.
12 Agenti sono dovuti ricorrere alle cure del locale nosocomio, riportando dai 3 ai 10 giorni di prognosi per le intossicazioni e le contusioni.
Il Sovrintendente che con coraggio ha affrontato in prima battuta il “capo della rivolta”, ha avuto la peggio, riportando una frattura scomposta del braccio risanabile con intervento chirurgico e giudicato guaribile in 45 giorni.
La situazione di pericolo nei carceri della LOMBARDIA oramai è all’ordine del giorno.
Troppi detenuti stranieri si rendono protagonisti di episodi di violenze e pochi ed intempestivi sono gli interventi degli uffici competenti in tema di trasferimento dei detenuti.
Se l’unico strumento di contrasto è il trasferimento, non giova il semplice, necessario ed immediato spostamento del detenuto in altro carcere della Regione, serve, dopo questo, un trasferimento in altra Regione affinché le “amicizie” radicate nel tempo negli istituti di permanenza vengano a scemare.
Esprimiamo vicinanza ai colleghi della Polizia Penitenziaria di Busto Arsizio e di tutta la regione Lombardia.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi

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