• teatro

COMUNICATO – Casa Circondariale di Trento: lo spettacolo non è solo in scena!

E uno spettacolo (di pessimo gusto) è proprio quello che i giornali hanno definito “lo spettacolo nello spettacolo” in occasione della rappresentazione andata in scena quale giorno fa presso il Carcere di Spini, che ha visto come protagonisti attori professionisti e detenuti aspiranti attori.
A conclusione dello spettacolo le amare parole del regista hanno fatto calare il gelo in sala; una “accusa” ingiusta, immeritata ed irriguardevole nei confronti delle “guardie carcerarie”. E se questo è l’appellativo che ancora si riserva agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, le parole proferite dal regista probabilmente si commentano da sole.
Lamenta il regista di come all’intero del penitenziario si sia registrato, nel periodo di preparazione dello spettacolo, un non meglio definito “atteggiamento ostile” e si spinge sino ad affermare la sussistenza di ipotesi penalmente rilevanti quali “abusi di potere” compiute dal personale. Nessun dato concreto, solo parole “ad effetto”, che si annodano su se stesse e si depotenziano da sole già quando il Comandante di Reparto ha eccepito all’ospite come, nonostante la sua piena e quotidiana disponibilità, nessuna doglianza sia giunta nel suo Ufficio; luogo deputato appunto alla risoluzione dei problemi (sempre ammesso che ce ne siano effettivamente stati).
Nella sua invettiva contro la Polizia Penitenziaria il registra prosegue affermando che “nonostante fossero stati comunicati gli orari del nostro arrivo, i detenuti venivano consegnati con un’ora di ritardo”. Ebbene, chiunque anche per un breve periodo ha avuto modo di vivere la quotidianità del carcere – fatto di regole e controlli imposti per legge e regolamento – può facilmente immaginare come possano verificarsi ritardi (specialmente in un penitenziario come quello di Trento ove il personale è ridotto al lumicino) senza che ad essi vada attribuito il significato di ostilità.
Non ci sono parole per qualificare l’episodio; possiamo solo doverosamente fare ciò che ci si aspettava dal registra ovvero esprimere i più vivi ringraziamenti a tutto il personale di polizia penitenziaria per l’attività quotidianamente svolta, per i sacrifici, per l’alto senso del dovere e per l’indiscussa professionalità, perché forse qualcuno ha dimenticato che se l’evento è stato possibile e si è svolto in completa sicurezza, lo si deve principalmente a quelle donne e a quegli uomini in divisa blù, di cui è più semplice tracciare spaventosi profili di novelli cerberi che riconoscerne le doti, anche e soprattutto umane.

171219_comunicato-stampa_trento_le-accuse-del-regista

Share This Post

About Author: Marco Gordiani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *