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COMUNICATO – “Porte girevoli al DAP” Si ragiona sugli organici extra moenia

A distanza di svariati mesi di decantazione dei propositi emersi dai precedenti incontri, si riaccendono i riflettori sulla “vecchia” questione degli organici extra moenia, alla ricerca di criteri che possano sapientemente conciliare tutti prismatici aspetti della vicenda. Su questo – con particolare riferimento alle strutture centrali del DAP e di Via Arenula – si è incentrato il confronto odierno, presieduto dal Direttore Generale del Personale e delle Risorse. Il numero delle unità interessate dalla vicenda di una esatta collocazione è di svariate centinaia e la questione primaria pare dividesi in due grossi tronconi contrapposti e speculari; da una parte le posizioni di quanti, in forza al Dipartimento, risultano distaccati presso le sedi penitenziarie, dall’altra la posizione di quanti, in forza presso gli istituti, sono da lungo tempo distaccati presso il DAP. Il Si.N.A.P.Pe, in linea con quanto sostenuto negli incontri precedenti, ha ribadito la necessità di ispirazione ai fondamentali criteri di “buon senso”, di “flessibilità” e di “equilibrio” per scongiurare che l’individuazione di qualsivoglia “criterio condiviso” si traduca in una azione contro la funzionalità del sistema e contro il personale coinvolto, ferma la salvaguardia del principio della “sacralità” della mobilità nazionale attraverso interpello. Variegati sono stati i criteri prospettati, con particolare riferimento (per il momento) a quelli che per ragioni di sintesi abbiamo già definito “distacchi out” (ovvero coloro che risultano distaccati presso gli istituti penitenziari) ragionando anche attraverso la predisposizione di una proiezione di un punteggio in un ipotetico processo di mobilità che permetterebbe il trasferimento (senza violenza alcuna sulla graduatoria per mobilità nazionale) in caso di posizione migliore o equivalente rispetto all’ultimo trasferito presso quella data sede. Logicamente il ragionamento si snoda ancora sul terreno delle ipotesi possibili e la questione sarà riaffrontata in coda all’incontro del prossimo 8 maggio, magari su base documentale. Ma come andiamo da tempo sostenendo, non si può pensare a piani di mobilità o all’individuazione di criteri condivisi senza un ragionamento a tutto tondo, e dunque senza una analisi di ogni possibile impatto su materie connesse. Ancora una volta, la posizione del Si.N.A.P.Pe si traduce in un invito alla ragione e alla ragionevolezza, con ampia disponibilità al ragionamento slegato da criteri meramente algebrici e con un occhio attento alla funzionalità del sistema, sottolineando altresì la necessità di introdurre il criterio della indicizzazione delle carenze, secondo il quale anche le strutture centrali dovranno essere chiamate a fare sacrifici organici nei medesimi indici che si registrano nelle periferie. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi

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About Author: Marco Gordiani

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