• Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni durante la firma del contratto di servizio oggi al ministero.   ANSA / ETTORE FERRARI

COMUNICATO – Radicalizzazione islamica – Gentiloni: “lavorare su carceri e web”

Sono state pronunciate poche ore fa dal Capo del Governo, Paolo Gentiloni, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi, le parole che seguono – che risuonano quasi fossero una beffa: “Uno dei risultati più importanti del lavoro della commissione sulla radicalizzazione è aver appurato che i percorsi di radicalizzazione si sviluppano soprattutto in alcuni luoghi, nelle carceri e nel web, più che in altri luoghi che abbiamo magari molto seguito negli scorsi anni o decenni. Non c’è un idealtipo uguale per ciascuno dei soggetti che si radicalizzano, sono situazioni molto diverse. Ma bisogna lavorare sulle carceri e sul web per la prevenzione”. Bella scoperta, aggiungeremmo noi! Correva l’anno 2015; nel mese di novembre, un vigliacco attacco terroristico disseminava morte in Francia e terrore in tutta l’Europa. Con una nota sobria ma accorata richiamavamo l’attenzione dei Vertici dell’Amministrazione con una riflessione che, ripulita dalle comprensive spinte emozionali di cittadini europei, ci conducesse verso un ragionamento teso a protrarsi oltre l’allarmismo del momento. Consci e consapevoli di lavorare ed operare in un posto dove la radicalizzazione violenta trova terreno fertile, abbiamo continuato nel tempo a sostenere quanto fosse necessario che la Polizia Penitenziaria venisse messa nelle condizioni di “comprendere” attraverso l’osservazione le dinamiche che si paravano dinanzi agli occhi Nello stesso solco si ponevano le riflessioni fatte a seguito dell’uccisione dell’attentatore di Berlino – nome noto alle patrie galere – che proprio in carcere pare abbia compiuto il suo percorso estremista di “fede”. E che oggi a questa conclusione giunga anche il Capo del Governo e la Commissione sulla Radicalizzazione, ciò non fa che confermare le nostre tesi e la necessità a che la Polizia Penitenziaria venga individuata come la più competente ed irrinunciabile “risorsa” per cercare di arginare o almeno monitorare un fenomeno che sta costituendo la piaga del nuovo millennio. Non si lesinino dunque le risorse per le integrazioni organiche, per percorsi di aggiornamento, per beni strumentali che ci permettano di lavorare bene e in sicurezza. Non si tratta più solo di “scommettere” sulla Polizia Penitenziaria, ma è giunta l’ora di “investire” su un Corpo, forse oggi quello maggiormente coinvolto in tali dinamiche di tiratura mondiale.

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About Author: Marco Gordiani

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