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COMUNICATO – Riforma dell’Ordinamento Penitenziario

Sul finire della legislatura, mentre il Presidente della Repubblica si appresta a sciogliere le Camere e gli Italiani si preparano al voto, pare prendere forma il decreto legislativo che deve riformare l’ordinamento penitenziario. Questo è quello che emerge dai lavori del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre. Un decreto che attraverso una riduzione del ricorso al carcere, mira a massimizzare la finalità rieducativa della pena e con esso ad arginare il sovraffollamento. La riforma, che giunge a distanza di 42 anni da quella precedente, mira altresì a razionalizzare gli uffici del settore penitenziario e valorizzar il ruolo della polizia penitenziaria. Attraverso quali strumenti? Effettivamente, è presto per dirlo, in attesa che sia disponibile il testo. Stando ai comunicati ufficiali dello stesso Governo, “Il provvedimento è volto principalmente a rendere più attuale l’ordinamento penitenziario previsto dalla riforma del 1975, per adeguarlo ai successivi orientamenti della giurisprudenza di Corte Costituzionale, Corte di Cassazione e Corti europee” e mira a:
 ridurre il ricorso al carcere in favore di soluzioni che, senza indebolire la sicurezza della collettività, riportino al centro del sistema la finalità rieducativa della pena indicata dall’art. 27 della Costituzione;
 razionalizzare le attività degli uffici preposti alla gestione del settore penitenziario, restituendo efficienza al sistema, riducendo i tempi procedimentali e risparmiando sui costi;
 diminuire il sovraffollamento, sia assegnando formalmente la priorità del sistema penitenziario italiano alle misure alternative al carcere, sia potenziando il trattamento del detenuto e il suo reinserimento sociale in modo da arginare il fenomeno della recidiva;
 valorizzare il ruolo della Polizia Penitenziaria, ampliando lo spettro delle sue competenze.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi

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About Author: Marco Gordiani

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