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COMUNICATO – SVENTATO TENTATIVO D’INTRODURRE STUPEFACENTE NEL CARCERE DI PIACENZA.

Questa Segreteria Regionale è venuta a conoscenza che, in data 11 aprile u.s., il fratello di un detenuto magrebino, durante l’ora di colloquio, avrebbe cercato di introdurre in carcere circa 80 grammi di sostanza stupefacente, che aveva accuratamente occultato nelle scarpe, all’interno delle quali aveva creato un’intercapedine ben sigillata. Durante tale colloquio lo stesso aveva poi cercato di scambiare le scarpe con il fratello detenuto ma, grazie all’attenzione ed all’alta professionalità del poliziotto addetto alla vigilanza visiva dei colloqui tra detenuti e familiari che, accortosi del fatto, avvisava il responsabile dell’Area colloqui, si riusciva, unitamente ad altro personale in servizio presso tale area, a sventare il passaggio della suddetta sostanza stupefacente. Si procedeva poi ad accurata perquisizione personale del familiare del detenuto ed, a seguito del rinvenimento dello stupefacente, all’arresto dello stesso. Questa Segreteria Regionale, nel rivolgere il più sentito ringraziamento ed un vivo attestato di stima al personale che ha svolto tale brillante operazione di polizia giudiziaria, evidenzia come continui ad essere troppo alto il pericolo che possano essere introdotte illecitamente sostanze stupefacenti in carcere. Difatti, la Polizia Penitenziaria del carcere di Piacenza, e non solo, in silenzio e con grande abnegazione, opera quotidianamente per contrastare il fenomeno dello spaccio negli Istituti di pena, sempre crescente anche a causa del cospicuo numero di detenuti tossicodipendenti. Oltre alle droghe tradizionali il personale in divisa è impegnato a contrastare anche la cessione tra reclusi di farmaci, tra i quali ad esempio il subutex, somministrato quale terapia metadonica ai detenuti tossicodipendenti. Auspichiamo, pertanto, che la formazione professionale della Polizia Penitenziaria possa riguardare maggiormente le modalità investigative in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti e, nello specifco, le modalità operative e di servizio necessarie a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere.
Sarebbe, inoltre, utile e necessario che si desse fnalmente seguito alle procedure, avviate da tempo e mai concluse, per la costituzione di una unità cinofila regionale che supporti costantemente l’attività di prevenzione e contrasto dello spaccio di stupefacente presso tutti gli Istituti di Pena del Distretto Emilia Romagna e Marche.

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About Author: Marco Gordiani

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