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Concorso interno a complessivi 643 posti per la nomina alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria

Ill.mo Presidente I

l prossimo 3 aprile decorreranno esattamente dieci anni dall’emanazione del PDG con cui è stato indetto il concorso in questione. Se paradossale era risultato ai più la tempistica che aveva interessato il precedente concorso a complessivi 271 posti dello stesso ruolo, certo sorte migliore non ha assistito il concorso in questione. Sono stati necessari due interi lustri per perfezionare le procedure e giungere alla tanto attesa graduatoria finale; dieci anni durante i quali i vincitori di concorso (tutti interni al Corpo) si sono visti privare della possibilità di esercitare le funzioni, di percepire la retribuzione corrispondente e, perché no, di beneficiare delle previsioni dell’atto riordinamentale. Ma la saga infinita pare non concludersi con la pubblicazione della graduatoria, essendo destinato il concorso ad essere risucchiato da un altro buco nero, quello dell’incertezza e della totale disinformazione sull’avvio della formazione, prodromica e propedeutica alla nomina. Si assiste così, a graduatoria approvata, alla bizzarra condizione (sintomatica di una Amministrazione che non funziona) della improgrammabilità della vita privata per le circa mille unità coinvolte (ignare di quello che accadrà loro da qui a qualche mese, si spera!) cui fa eco medesima difficoltà organizzativa per le Direzioni in cui dette unità prestano servizio, che dovranno calmierare gli effetti sulla quotidianità dell’indisponibilità di quel personale per l’intera durata del corso; senza poi considerare come la mancata progettualità moltiplichi il disagio in maniera esponenziale, riversandosi anche sulle famiglie dei poliziotti penitenziari coinvolti. Tutto questo non è certamente sintomo di buona amministrazione né emerge il rispetto di quel principio della centralità della persona, cui dovrebbe teoricamente ispirarsi l’azione amministrativa. Sulla base di queste premesse, anche in ragione del fatto che l’inscusabile inerzia dell’amministrazione e l’irragionevole durata delle procedure concorsuali stanno privando gli Istituti
Penitenziari di qualificate ed irrinunciabili figure (inducendo alla attribuzione di responsabilità ulteriori rispetto al profilo professionale agli assistenti capo, troppo spesso chiamati ad effettuare la sorveglianza generale), voglia codesta Amministrazione, senza ulteriore indugio, convocare le Organizzazioni  Sindacali da un lato per il confronto su per tutti gli aspetti organizzativi, e dall’altro la competente Commissione Formazione per gli aspetti afferenti la didattica.

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About Author: Marco Gordiani

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