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CONDONO DISCIPLINARE – RICHIESTA INIZIATIVA AL MINISTRO BONAFEDE – Revisione delle sanzioni disciplinari e dei relativi procedimenti nei confronti del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria

Onorevole Ministro,

la procedura riordinamentale recepita con il decreto legislativo n.95/2017 ha marginalmente riguardato il testo che governa l’esercizio dell’azione disciplinare per gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria. Poche sfumature, di nomenclatura, ma il “senso” del decreto in esame continua ad essere sostanzialmente uno strumento sanzionatorio che l’Amministrazione utilizza senza gradualità e con poco ossequio del principio di proporzionalità. L’attuale sistema delle sanzioni disciplinari per il personale del Corpo prevede tipologie sanzionatorie, quali la censura, la pena pecuniaria, la deplorazione, la sospensione dal servizio e la destituzione che comportano effetti sullo status e sul patrimonio del soggetto cui vengono inflitte. A 26 anni dal varo il Corpo ha visto rivalutare la gamma dei doveri cui sono tenuti gli appartenenti alla polizia penitenziaria; poiché è dall’inosservanza dei doveri connessi al proprio status che discende la responsabilità disciplinare, a fronte della nuova definizione dei doveri (si pensi, a titolo meramente esemplificativo, agli Assistenti Capo Coordinatore e l’incarico di “Sorveglianza Generale” nei istituti penitenziari e per minori, ai nuovi e maggiori compiti attribuiti al Corpo che hanno determinato più pesanti carichi di lavoro ed una maggiore conflittualità all’interno dello stesso) non può che spiegare immediate e dirette conseguenze sul regime disciplinare. Se la stessa Amministrazione Penitenziaria in diverse circostanze ha dovuto fornire delle linee guida e delle “precisazioni” sulla pratica dell’azione disciplinare della polizia penitenziaria, al fine di “confermare negli organi titolari l’attenzione all’esercizio del potere disciplinare”, ciò si è reso necessario per arginare la deriva autoritaria in capo al titolare dell’azione disciplinare a testimonianza di come il procedimento disciplinare sia caratterizzato ancora da elementi di natura inquisitoria. Poi una buona parte della normativa di riferimento è anacronistica e, ad avviso di chi scrive, non aderente ai principi di una più democratica e aperta gestione del lavoro, principi ai quali è stata finalizzata la Riforma del Corpo di Polizia penitenziaria. Pertanto, sarebbe particolarmente gradita una Sua iniziativa tesa a delineare un nuovo impianto volto alla rideterminazione delle condotte sanzionabili, alla soppressione delle infrazioni maggiormente in contrasto con i principi di democraticità e la disciplina di precise garanzie relative al procedimento disciplinare. Per legge potrebbero essere condonate le sanzioni inflitte al personale del Corpo (con l’eventuale indicazione dei limiti di applicazione anche temporali) e la conseguente non menzione delle sanzioni condonate nel foglio matricolare.

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About Author: Marco Gordiani

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