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Decreto legislativo 95 del 29 maggio 2017 “Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” – procedure di attuazione – PROCEDURE PRODROMICHE

Ill.mo Presidente, ill.mo Vice Presidente , ill.mo dg

Dopo un lungo iter procedurale e dopo un ventennio d’attesa, ha visto la luce il “riordino delle carriere” così come disciplinato dal decreto legislativo 56/2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 143 del 22 giugno. Per quanto avversato nella sua interezza in quanto atto che non risponde alle reali esigenze riorganizzative della Polizia Penitenziaria, si deve tuttavia accogliere lo stesso con l’auspicio di rinnovamento che lo accompagna anche in ragione della spinta dirigenziale che si è inteso imprimere ai ruoli apicali del Corpo e a cui deve fare eco la coraggiosa scelta di riscrittura del Regolamento di Servizio e, con esso, dei contenuti delle c.d. “tabelle di consegna”. Affinché, infatti, non si assista ad uno svuotamento contenutistico del processo riordinamentale e si percorra la strada dell’effettiva valorizzazione del personale di polizia penitenziaria, crediamo sia giunto il momento di un atto di indirizzo di codesto Dipartimento con cui si vada a riempire di contenuti la disposizione normativa che, nell’attribuire al personale in possesso di determinati requisiti, la denominazione di “coordinatore” così afferma: “In relazione al qualificato profilo professionale raggiunto, […] possono essere affidati, anche permanendo nello stesso incarico, compiti di maggiore responsabilità tra le mansioni di cui ai commi 2 e 3, ed e’ attribuita, ferma restando la qualifica rivestita, la denominazione di “coordinatore”, che determina, in relazione alla data di conferimento, preminenza gerarchica anche nei casi di pari qualifica con diversa anzianità. Gli stessi, oltre alle specifiche mansioni previste assumono l’onere di verificare il corretto svolgimento delle attività del personale di pari qualifica o subordinato con il controllo del puntuale rispetto delle tabelle di consegna”. Ben conoscendo le dinamiche di funzionamento degli Istituti e dei Servizi penitenziari riteniamo che l’Amministrazione non possa sottrarsi oggi dall’onere di definire concretamente i compiti che le nuove figure professionali saranno chiamate ad espletare, in una ottica di valorizzazione (perché è ciò che si è prefisso il legislatore nell’operazione di riordino delle carriere) delle singole professionalità. Ciò, appunto, al fine di evitare che le risultanze di un complesso processo normativo si riducano all’attribuzione di un obolo, di un indennizzo. A ciò si aggiunga la necessità, avvertita dal personale tutto, di comprendere lo stato del procedimento – come abbiamo per altro sollecitato in una nota dello scorso 13 settembre in relazione alle attribuzioni economiche dei nuovi parametri stipendiali. Se da un lato si ha contezza che tempestivamente sono state interessate le Direzione per la trasmissione degli atti utili allo scrutinio in questione (attribuzione della denominazione di coordinatore), dall’altro – in assenza di indicazioni contrarie – abbiamo ragione di ritenere che non siano ancora stati fatti i relativi decreti, che secondo la norma dovevano espletare la propria efficacia (sia economica, sia giuridica) dal prossimo primo ottobre 2017. Allo stato attuale, dunque, non solo non è dato sapere quando saranno emanati i decreti in discussione, ma nemmeno a quali tipologie di servizio dovranno essere adibiti i poliziotti che si fregeranno della nuova denominazione. A latere, il mancato rispetto delle tempistiche fissate nel decreto legislativo non si esaurisce nella intempestiva emanazione dei decreti relativi alle nuove denominazioni, ma si ha ragione di ritenere che lo stesso interesserà anche le procedure concorsuali per la nomina dei vice sovrintendenti e dei vice ispettori; ciò in quanto tutto tace in relazione agli atti prodromici, ovvero i PCD che fisseranno i requisisti di partecipazione e le modalità di attribuzione dei punteggi. Nel mare magnum delle attribuzioni di codesti Uffici non può non assurgere a priorità la definizione delle procedure su descritte in quanto rispondono ad urgenti esigenze di funzionamento dei Penitenziari e del Corpo stesso , le cui carenze – con particolare riguardo ai ruoli intermedi – risultano ormai cronicizzate di tal ché appare preziosa ed imperdibile l’occasione fornita dalle procedure riordinamentali, seppur con i limiti intrinseci al testo. Sintetizzando dunque la necessità è che si giunga, con estrema celerità all’emanazione dei decreti con le nuove attribuzioni, alla specifica delle funzioni demandate a tale personale (in una ottica di valorizzazione delle professionalità) e all’assolvimento degli atti prodromici affichè vengano banditi i concorsi interni secondo le tempistiche fissate dalla norma,; in ragione di ciò, si invitano codesti Uffici ad attivare tutte le procedure di confronto necessario, volendo altresì aggiornare le Organizzazioni Sindacali circa lo stato dei procedimenti.

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About Author: Marco Gordiani

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