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Decreto legislativo 95 del 29 maggio 2017 “Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” – procedure di attuazione

Egr. Presidente Da tempo atteso e dopo quasi due anni di lavoro, è giunto finalmente a conclusione l’iter di approvazione del decreto legislativo n.95/2017 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 143 del 22 giungo. Abbiamo sempre visto nel c.d. “riordino delle carriere” quel necessario punto di partenza per un doveroso riscatto di tutto il personale di polizia penitenziaria, per troppi versi professionalmente mortificato ed imbrigliato in procedure di carriera che negli anni sono state pressoché inesistenti. La storia ci consegna un desolante quadro che, proprio in ragione del mancato avvio negli anni delle procedure concorsuali, ha quasi del tutto svuotato il ruolo dei sovrintendenti, le cui mansioni continuano ad essere attribuite agli assistenti capo. Né sorte migliore ha assistito il ruolo degli ispettori, giungendo al paradosso – più volte denunciato da questa O.S. – di affidare, non di rado, anche il servizio di sorveglianza generale al ruolo di base.
Se da un lato abbiamo espresso tutta la nostra insoddisfazione per il risultato del processo riordinamentale, dall’altro siamo stati e continuiamo ad essere consapevoli che il tempo delle parole deve lasciare spazio al tempo del fare; ed è proprio ciò che si chiede all’Amministrazione Centrale, ovvero la rassicurazione di un impegno acché vi sia l’assoluto rispetto dei termini fissati dall’articolo 44 comma 8 del decreto legislativo in argomento (30
ottobre 2017 e 30 giugno 2018) per la pubblicazione dei bandi. Per altro, considerando che
le due date indicate fissano la scadenza dell’adempimento, costituirebbe un forte segnale di
attenzione nei confronti del Corpo l’attivazione delle procedure con congruo anticipo
rispetto ai predetti termini, con una solerzia che inciderebbe positivamente anche sulle
tempistiche di immissione in ruolo delle nuove figure. Ciò affinché, cogliendo l’esatta
dimensione dell’opportunità riconosciuta dalla norma, si possa riconsegnare al sistema
penitenziario un organico differenziato per ruoli e mansioni, da impiegare secondo i profili
di appartenenza.

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About Author: Marco Gordiani

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