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Elezioni 2013 e i risvolti sul DAP

I Sommersi e i Salvati

La storia delle zone grigie

Si riferiva ai lager Primo Levi quando, a metà degli anni ’80,

raccontava i meccanismi che portano alla creazione delle “zone grigie”

di potere fra gli oppressi e gli oppressori e il ripetersi di analoghe

dinamiche comportamentali nelle odierne realtà quotidiane.

Questo è quello che rischia di ripetersi nello sguardo torvo che

oggi, all’indomani di un esito elettorale affatto tranquillizzante, da più

parti si rivolge alla nostra amministrazione.

“Auspichiamo un cambio radicale di pensieri più che di persone,

ma elevato è il rischio oggi di fare l’elenco dei buoni e dei cattivi

dell’entourage che riassumerebbe un approccio unicamente distruttivo,

inconciliabile con l’attività propositiva che il Si.N.A.P.Pe conduce.

Piuttosto un bilancio fra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto e

dovuto essere è quello che voglio lasciar trasparire in questo documento

che non ha alcuna pretesa politica”.

Questo è il commento a caldo che il dott. Roberto SANTINI, leader

del Si.N.A.P.Pe, affida alla stampa all’indomani dell’esito delle

consultazioni elettorali.

“E’ innegabile la commistione fra i due mondi se si pensa al forte

connotato politico delle cariche di Vertice dell’Amministrazione

Penitenziaria; è innegabile il nesso di consequenzialità che lega la

poltrona di Via Arenula a quella, o quelle, di Largo Daga. Alta la

probabilità che il Ministro Tecnico lasci, presto, il posto ad un

guardasigilli politico, e con lui il tridente d’attacco che regge

l’Amministrazione Penitenziaria. E’ facile con questo scenario sparare a

zero su ciò che è stato. E’ più coraggiosa e forse più impegnativa la scelta

sindacale di porre l’accento sul lavoro condotto, in maniera coesa e

corresponsabilmente, dall’articolazione centrale dell’Amministrazione.

Un lavoro che anche il Si.N.A.P.Pe ha più volte motivatamente definito

orientato all’improvvisazione, ma necessario;

un lavoro (con espresso riferimento alla costituzione dei circuiti

regionali) corretto nel merito, partorito da un vice capo del

dipartimento ispirato ed illuminato dall’esperienza sul campo, che ha

tradotto in essere le indicazioni di un Capo autodefinitosi tecnico e del

suo vicario: tutt’insieme “padri costituenti” di un progetto che potrà

trovare compiuta attuazione solo con un supporto governativo che

concretamente riscriva i livelli di responsabilità e attualizzi il codice

penale. Quale sarà l’approccio dell’Esecutivo entrante in materia

penitenziaria sarà a breve sotto gli occhi di tutti, ma oggi non

preventivabile. Se il nuovo Ministro sposerà il progetto, tutti insieme

saliranno sul carro dei vincitori; se al contrario il prossimo guardasigilli

abbraccerà un concetto diverso di custodialità penitenziaria, il progetto

dovrà dichiararsi fallito e con esso fallimentare il lavoro condotto da

tutti, senza zone franche, o per dirla con Primo Levi, senza zone grigie”.

Saranno gli eventi a decretare il successo di una squadra

o la sua sconfitta, ma non solo di alcuni dei suoi componenti”.

Comunicato – i sommersi e i salvati

 

 

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About Author: Marco Gordiani