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Galera, botte e omertà – articolo estratto da “L’Espresso”

Oggetto:” Galera, botte e omertà – Articolo estratto da “L’Espresso”, pagina 42.

Egr. Vice Capo Vicario,

la scrivente Segreteria Generale, con la presente ha l’urgenza di sottoporre alla Sua cortese attenzione una delicata situazione venutasi a creare, ai danni dell’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria, a seguito della quantomeno inopportuna diffusione da parte dei mass-media di una vicenda relativa alla fraudolenta registrazione audio effettuata da un detenuto, ristretto presso l’istituto penitenziario di Parma, delle dichiarazioni di un Poliziotto Penitenziario ivi in servizio.

Dalle notizie riportate dalla stampa, il ristretto, di origine marocchina, detenuto nel penitenziario emiliano, risulta essere in possesso di una registrazione audio dalla quale si possono apprendere determinate affermazioni rilasciate da un poliziotto penitenziario, circa avvenimenti di natura violenta, capitati all’interno dell’istituto in parola.

Materiale (fraudolento) dal quale scaturiscono strumentalizzazioni ad opera dei non addetti ai lavori, facilitate dall’assenza di contestualizzazione e dall’impossibilità di verificare anche vene di ironia nelle dichiarazioni rubate, nella parte in cui il poliziotto si descriverebbe come un violento.

Di certo si concorderà con chi scrive circa l’inopportunità di una tale diffusione in questo particolare periodo storico in cui l’intero comparto sicurezza è alla ribalta della cronaca politica rivendicando i propri diritti in materia salariale, minacciando altresì la propria presenza in piazza al fine di ottenere l’attenzione da parte del Governo, considerando anche che l’opinione pubblica spesso, rimane in attesa di cogliere le dinamiche sottese al dialogo che intercorre fra le due parti; tali eventi, favoriscono la distorsione del messaggio circa il compito realmente profuso dal Corpo di Polizia Penitenziaria e la delicatezza del ruolo.

La Polizia Penitenziaria, è un Corpo il cui mandato istituzionale spesso rimane oscuro agli occhi dell’opinione pubblica che, disconosce i tanti compiti affidatogli, tra cui quello del reinserimento del detenuto, all’interno della società.

Proprio per tale ragione, non si può tollerare la diffusione di un messaggio denigratorio del Corpo di Polizia Penitenziaria, strumentalizzando un evento, le cui indagini sono rimandate alla Magistratura di Parma.

Attualmente, le uniche parole che risuonano su i giornali e i mass media sono: violenza, omertà, pestaggi, il tutto ai danni dei ristretti, ai danni di un’utenza carattarizzata da determinate problematiche e specificità con cui il personale penitenziario si confronta quotidianamente, a nostro avviso con estrema professionalità e dedizione.

Il Si.N.A.P.Pe vorrebbe, di contro, difendere un Corpo che si spende proficuamente con l’obiettivo di partecipare al reinserimento sociale.

La volontà della scrivente Organizzazione Sindacale è quella di fare in modo che, un tale episodio, non debba essere strumentalizzato mediaticamente e giornalisticamente e che gli organi dell’Amministrazione Penitenziaria intervengano a tutela dell’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria rappresentato da tutti gli uomini e le donne in divisa blu che quotidianamente svolgono il delicato compito demandatogli.

Dap – galera botte omertà – articolo estratto da l’espresso

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About Author: Marco Gordiani