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Gallarate: assalto al furgone blindato ed evasione detenuto

Egregi,

a poche ore dal drammatico avvenimento occorso ad una scorta della Polizia Penitenziaria di stanza a

Busto Arsizio, che ha avuto come esito l’evasione di un pericoloso detenuto a fronte del ferimento di due

poliziotti, è inevitabile riflettere sulle possibilissime conseguenze che solo la professionalità degli agenti

interessati ed una massiccia dose di fortuna ha evitato!

Leggendo le parole che il Capo del DAP ha divulgato tramite un comunicato stampa interno, non si

può non condividerne il pensiero, considerando che ogni traduzione, al di là del livello di pericolosità

assegnato, è un servizio ad altissimo rischio tanto per gli agenti demandati a tale compito, che per la

comunità tutta.

Nel 2013 risultano essere state effettuate ben 25 traduzioni di detenuti 41 bis, con uno spiegamento di

forze ed un dispendio economico notevole, senza che tali accortezze, tra l’altro, ne abbiano limitato di molto

il rischio. Spostamenti questi che si sarebbero potuti evitare benissimo laddove i penitenziari in cui i

predetti erano ristretti, avessero avuto sale attrezzate per le multi-video-conferenze.

E’ il momento questo che il Signor Ministro intervenga col Governo affinché ognuno dei 207

penitenziari italiani sia dotato di tali spazi; è il momento di revisionare un modello organizzativo NTP che

nonostante la sua recente redazione, non è più corrispondente a quelle che sono le esigenze odierne del

mondo carcere ed evidentemente, presenta delle forti lacune. Probabilmente andrebbe rivisto anche il

sistema giudiziario relativamente alle notifiche anticipate delle udienze che, come è stato dimostrato, danno

tempo e modo ad un commando armato di programmare un piano d’assalto.

E’ il caso di investire in maniera diversa sulla formazione della polizia penitenziaria, non più relegata

al solo ruolo di “carcerieri” all’interno delle mura penitenziarie; questi poliziotti affrontano ogni giorno con

dedizione ed abnegazione, un servizio per il quale non sono convenientemente addestrati; si mostrano alla

società con grande orgoglio e dignità, ma inadeguatamente abbigliati. Rivedere tali aspetti è indispensabile e

potrebbe, nel caso, fare la differenza tra la vita e la morte!

Il 3 febbraio 2014 rappresenta una data, tristemente, storica che allo stato attuale, potrebbe

rappresentare solo il primo di altri simili eventi.

Seppur consapevoli che il delicato mestiere del poliziotto penitenziario comporta rischi e pericoli, ciò

non significa che questi non si possano evitare o, quantomeno, limitare al massimo! In attesa di urgente

riscontro, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti

evasione di Gallarate – perplessità

 

 

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About Author: Marco Gordiani