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GRAVI DISORDINI ALL’INTERNO DEL CARCERE “DOGAIA” DI PRATO!

A pochissimi giorni dalle guerriglie e aggressioni denunciate presso i penitenziari di Uta e Sollicciano, dobbiamo registrare ancora un altro gravissimo episodio che ha visto come teatro il carcere “Dogaia” di Prato. Lunedì 21, intorno alle 13.00 (viene riferito), senza alcun preavviso, alcuni detenuti magrebini, avrebbero eretto una sorta di barriera nel corridoio del reparto, servendosi delle proprie brande, bloccando di fatto il passaggio nella quinta sezione agli agenti di polizia penitenziaria; contemporaneamente, ormai fuori controllo, avrebbero intrapreso una serie di azioni autolesionistiche, ingerendo corpi estranei e tagliandosi ripetutamente con lamette da barba. Durante la guerriglia sarebbero stati provocati ingenti danni alla struttura, anche con la pericolosa rottura dei vetri del cancello di ingresso. Dopo un intero pomeriggio di contrasti, che ha visto i poliziotti faticosamente impegnati a ristabilire l’ordine, si è venuti a conoscenza che la causa di tutto pare risiedere nell’ostinazione dei suddetti ristretti all’adeguarsi alle regole di turnazione per l’ammissione al lavoro interno! Purtroppo non è la prima volta che nel carcere pratese la situazione sfugge di mano e se anche stavolta non vi è stato un esito drammatico, si deve ringraziare solo la competenza degli agenti ivi in servizio. Il sovraffollamento più volte denunciato della popolazione detenuta e la cronica carenza organica però (oltre 100 unità in meno), pone a serio rischio la sicurezza tanto della struttura che, in particolare, del Personale. Ricordiamo che anche nel penitenziario pratese, vige il regime delle celle aperte (per gli effetti della sentenza Torreggiani), sistema che prevedrebbe la corresponsabilità dei detenuti; tale sistema, a nostro mero parere (ed i fatti lo confermano), non pare essere adatto a Prato dove il 70% dei circa 670 ristretti, risulta essere di popolazione extracomunitaria, con notevole difficoltà di adattamento a culture e regole diverse.

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About Author: Marco Gordiani

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