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I.P.M. BOLOGNA – Evasione di un detenuto serbo.

È passato già un giorno dalla rocambolesca evasione di un detenuto serbo dal carcere del Pratello, ma ancora non riusciamo a rassegnarci ed a placare la nostra rabbia mista ad indignazione; perché noi l’abbiamo detto col senno di prima e con quello di poi e nel mentre si facevano scelte diverse relativamente, ad esempio, all’implementazione del sistema di videosorveglianza, nelle nostre molteplici note sindacali, negli incontri con l’Amministrazione centrale e periferica ed in tutte le altre occasioni possibili: da li sono scappati e scapperanno ancora!
Ma l’Amministrazione, come al solito, non ci ha dato ascolto! Nello specifco il SiNAPPe, da circa 10 anni, chiede di adottare delle soluzioni per risolvere il problema della sicurezza dell’Istituto per Minori di Bologna, con particolare riferimento all’area dedicata al passeggio dei detenuti prossima al muro perimetrale dell’Istituto, da cui sono evasi o hanno cercato di evadere già diversi minori.
Riteniamo assurdo ed inspiegabile il fatto che si siano appena conclusi dei lavori di ristrutturazione dell’Istituto che non abbiano tenuto in nessuna considerazione i moniti e le accuse rivolte da questa O.S. all’Amministrazione della Giustizia Minorile. Abbiamo più volte sottolineato l’esigenza di dotare la struttura di impianti di antintrusione ed antiscavalcamento, oltre che di una postazione fssa sul muro di cinta (garitta), presidiata da sentinella, per il controllo delle attività ricreative e sportive dei detenuti minori.
Ed ancora, stiamo da tempo chiedendo l’aumento dell’organico della Polizia Penitenziaria per garantire un’adeguata vigilanza sulle molteplici attività detentive, perché non è possibile, ad esempio, che a vigilare sull’area destinata al passeggio dei minori vi sia un unico poliziotto. La risposta dell’Amministrazione è stata implementare il sistema di videosorveglianza, che presenta ancora numerose falle e zone d’ombra come da noi rappresentato formalmente nel corso della recente visita all’istituto e sottrarre un’ulteriore unità di Polizia Penitenziaria al servizio operativo per assegnarla agli ufci del Centro di Giustizia Minorile. Per non dimenticare la questione del Centro di Prima Accoglienza che drena, quasi quotidianamente, ingenti risorse umane dall’IPM, in quanto il personale ivi assegnato è assolutamente inadeguato a garantire un presidio sulle 24 ore, come fnora previsto.
Per tutte queste ragioni il SiNAPPe vigilerà sull’evolversi della situazione, nella speranza che il fuggitivo venga presto riassicurato alle patrie galere, arginando ogni eventuale tentazione di addossare la seppur minima responsabilità dell’accaduto alla Polizia Penitenziaria.

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About Author: Marco Gordiani

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