• Parma, 02.02.2013 - Penitenziario di via Burla: esterni della struttura. In mattinata evasi due carcerati albanesi.
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II.PP. di Parma – rieducazione e reinserimento detenuti

Egregio Provveditore,
siamo venuti a conoscenza che la Direzione Generale dei detenuti e del trattamento sarebbe
intenzionata ad aprire una redazione della rivista “Ristretti Orizzonti” presso gli Istituti Penitenziari di

Parma. Tale decisione sarebbe stata calata dall’alto, come spesso avviene ultimamente, malgrado le
perplessità e i dubbi esposti da tutte le parti coinvolte nell’attuazione del progetto.
Questa O.S. esprime la propria preoccupazione per l’eventuale realizzazione di tale progetto in
considerazione della peculiarità dell’Istituto ducale nel quale sono ristretti detenuti sottoposti a
particolari misure custodiali quali circuito alta sicurezza 3, circuito alta sicurezza 1, regime detentivo 41
bis, ecc.
Se la notizia appresa fosse fondata e considerato come l’attività giornalistica è spesso definita il
“Quarto Potere” (dopo quelli legislativo, esecutivo e giudiziario), si chiede di chiarire come tale progetto
possa essere rispondente alle indicazioni dipartimentali di cui alle circolari nr. 606895 del 20/1/1991, nr.
3359 del 21/4/1993, nr. 3449 del 16/1/1997, nr. 3479 del 9/7/1998, nr. 20 del 9/1/2007, nr. 3619/6069 del
21/04/2009. Si chiede, inoltre, se sia stata valutata l’opportunità di notiziare del suddetto progetto la
Direzione Antimafia competente.
Si vuole chiarire che questa O.S. ha sempre apprezzato e sostenuto ogni iniziativa che rafforzasse e
stimolasse il sistema della rieducazione e del reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. A differenza
di altri, ci siamo sempre dichiarati favorevoli alle nuove modalità custodiali che prevedono una maggiore
“apertura” dei detenuti ed un più ampio coinvolgimento degli stessi in progetti trattamentali, formativi e
lavorativi. La conseguente riorganizzazione del lavoro, deve però tenere necessariamente conto delle
prioritarie esigenze di sicurezza, garantendo, ad esempio, un circuito detentivo per i detenuti facinorosi
(sezione ex art. 32 d.P.R. 230-2000) e l’adozione della sorveglianza dinamica per il regime “aperto”, con la
soppressione del presidio fisso all’interno della sezione detentiva, così come avviene negli Istituti
emiliano-romagnoli, con poche eccezioni tra cui gli II.PP. di Parma.
Siamo, pertanto, pronti a sostenere ogni ulteriore iniziativa che dovesse essere adottata presso
l’Istituto ducale che, salvaguardando le suddette prioritarie ed imprescindibili esigenze di sicurezza,
relativamente anche alla necessità di presidiare ogni attività riservata ai detenuti malgrado la grave
carenza di personale di polizia penitenziaria, persegua l’obiettivo della rieducazione del reo, privilegiando
attività scolastiche, formative, lavorative e trattamentali e rifuggendo da facili proclami relativi ad
iniziative d’intrattenimento, comunque utili a tenere impegnato e stimolare il detenuto, ma che non
hanno la stessa valenza delle prime in termini di rieducazione e reinserimento sociale e lavorativo del
detenuto.
In attesa di un urgente cenno di riscontro, si porgono Distinti Saluti.

II.PP. di Parma – rieducazione e reinserimento detenuti

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