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II.PP. DI PARMA – Situazione fuori controllo – SOLLECITO

Egregio Provveditore,
questa Segreteria Regionale sente l’obbligo di segnalarLe l’allarmante situazione in cui
versano gli II.PP. di Parma, come già evidenziato dalla nostra segreteria provinciale con nota
prot. n° 43/2016/SP-PR del 04/11/2016, ad Ella indirizzata per conoscenza.
La carenza d’organico ed una disorganizzazione che appare sempre più evidente e
preoccupante, stanno a nostro avviso rischiando di compromettere le condizioni di sicurezza
in cui opera il personale di Polizia Penitenziaria che continua a subire aggressioni ed infortuni
che mai come quest’anno hanno fatto registrare una tale impennata.
Da tempo stiamo insistendo sulla necessità di differenziare i circuiti tra chi segue in maniera
appropriata il proprio percorso trattamentale e chi non mostra alcun segno di ravvedimento,
continuando ad avere comportamenti infrattivi ed atteggiamenti aggressivi, anche attraverso
l’apertura del reparto iride AS che consentirebbe al personale della Media Sicurezza di gestire
in maniera più adeguata gli innumerevoli eventi critici, disponendo totalmente del reparto
iride MS.
Abbiamo, inoltre, nel corso dell’ultimo incontro, presentato alla Direzione di Parma una
proposta dettagliata che avrebbe consentito di recuperare circa 7/8 unità di polizia
penitenziaria dai servizi non istituzionali da impiegare nel servizio a turno, particolarmente in
sofferenza in questo periodo, nonché di distribuire in maniera più equa le turnazioni di
servizio, portando i rientri a turno delle cariche fisse da uno a due, così come avviene, nel
minimo, in tutti gli altri Istituti della Regione. A ciò va aggiunto il fatto che, per una scelta
assolutamente non condivisibile EAP e Direzione di Parma, abbiano già individuato un Gestore
Spaccio, senza procedere all’emanazione del bando previsto per l’assegnazione della Sala
Convegno dell’Istituto Ducale a Ditte Esterne o Cooperative Sociali, continuando ad impiegare
tale unità in un compito che in sostanza non può svolgere, in quanto malgrado i lavori per
l’ammodernamento del bar-spaccio siano da tempo conclusi, non vi è ulteriore personale da
impiegarvi per garantirne l’apertura, sottraendo di fatto un’ulteriore unità di pol.pen. dal
servizio a turno.
La Direzione di Parma, per tutta risposta, sembrerebbe aver dato disposizione di
programmare, già dal primo di Dicembre, tutti i servizi a otto ore, quanto meno per quanto
riguarda le UU.OO. Area Esterna e MS. Se confermata, ci prepariamo ad osteggiare in ogni
modo tale decisione che, oltre a non essere stata ne oggetto d’informazione preventiva alle
OO.SS., ne concordata col personale operante presso tali Unità Operative, confermerebbe
ancora una volta la tendenza della Direzione di Parma di sacrificare sempre e solo il servizio a
turno, ormai allo stremo delle forze, in barba ai fumosi proclami riguardanti la volontà di
accrescere il benessere del personale (vedasi, ad esempio, i reiterati annunci
sull’organizzazione del corso sul burnout penitenziario, che non potrà mai essere realizzato
non potendosi svolgere in orario ordinario di servizio). Senza dimenticare gli effetti che una
simile programmazione del servizio avrebbe sulla gestione della vita familiare e personale dei
poliziotti impiegati nel servizio a turno e sull’esponenziale aumento del lavoro straordinario.
Preannunciamo, pertanto, sin da subito, che nel caso in cui l’intendimento della Direzione
fosse confermato, questa sigla metterà in atto ogni iniziativa utile a contrastare la palese
violazione delle norme contrattuali in materia di informazione preventiva e di orario
settimanale di lavoro.
Segnaliamo, ancora, come malgrado la vigenza di un protocollo d’intesa regionale per i
Nuclei Traduzioni e Piantonamenti, la Direzione di Parma sembrerebbe aver aderito alla
richiesta di alcune OO.SS. di sospendere la mobilità prevista per il NTP di Parma. Tale
decisione sta fortemente danneggiando il Nucleo in questione che, avendo già subito l’uscita di
circa una mezza dozzina di unità di personale, in virtù di quanto previsto dall’art. 6 comma 2
lettera -a- (che prevede che l’organico del nucleo venga incrementato stabilmente per garantire
ad ogni uscita un immediato reintegro) e dall’art. 7 comma 3 lettere a), c), d), non avrebbe
dovuto programmare l’ulteriore uscita di alcuna unità, ma una congrua e corrispondente integrazione di personale, finora ancora non assicurata malgrado le nostre pressanti richieste in
merito, alle quali la Direzione non ha finora risposto.
Ritornando al benessere del personale, dobbiamo segnalare come malgrado le reiterate e
non mantenute promesse dell’attuale Direttore e del precedente Comandante di Reparto di
intervenire sulle garitte poste sul muro di cinta per renderLe maggiormente confortevoli e
salubri, la situazione continua ad essere critica, per tutto quanto già segnalato nella precorsa
specifica corrispondenza. In aggiunta, dobbiamo segnalare come, malgrado la presenza di
uno/due cantieri per la realizzazione di un nuovo padiglione detentivo, non sempre venga
garantita la predisposizione dei turni di sentinella sulle 4 garitte (sembrerebbe sia stata
addirittura operata una modifica dell’organizzazione del lavoro non concordata con le OO.SS.)
e come il personale in servizio sia stato privato della disponibilità del giubbotto antiproiettili da
utilizzare nei casi previsti, inspiegabilmente riposto nell’armadietto in metallo presente nelle
garitte e chiuso a chiave, rendendone meno agevole ed immediato l’utilizzo (si evidenzia come
tale chiave sia custodita in busta chiusa da aprire solo in casi particolari, al verificarsi dei quali
quindi la malcapitata sentinella deve scartare la busta, aprire l’armadietto, prendere il
giubbotto, indossarlo, sperando che l’eventuale imprevisto non sviluppi i suoi effetti prima che
l’addetto abbia completato le suddette operazioni: UNA INACCETTABILE FOLLIA).
Segnaliamo, per finire, come si stia ripresentando il problema dell’eccessivo ricorso al lavoro
straordinario da parte di uffici e cariche fisse e come ci risulti che qualche responsabile di U.O.,
impiegato nel servizio 8/14, continui a terminare il proprio orario di lavoro oltre le 14,
sembrerebbe talvolta senza neppure richiedere il pagamento del compenso del lavoro
straordinario, quindi fuori servizio. Crediamo sarebbe il caso di verificare la veridicità di tale
segnalazione in quanto, a nostro avviso, la presenza in servizio può essere consentita solo a chi
ne abbia titolo. Analogamente, ci è stato riferito che alcuni dirigenti sindacali in permesso su
convocazione, prima e dopo gli eventuali incontri sindacali, sarebbero stati avvistati presso i
rispettivi posti di servizio, malgrado il precedente già verificatosi presso codesto Prap, che
aveva portato l’allora Provveditore Regionale a disporre che analoghi episodi non avessero più a
verificarsi.
Siamo, pertanto, a chiederLe di voler intervenire con la massima urgenza affinché venga
ripristinato presso gli II.PP. di Parma un clima lavorativo sicuro, sereno, equo, trasparente e
solidale.
In attesa di URGENTISSIMO cenno di riscontro, si porgono Distinti Saluti.

127_16_SR __ II.PP. di Parma – situazione fuori controllo-

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About Author: Marco Gordiani

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