• Parma, 02.02.2013 - Penitenziario di via Burla: esterni della struttura. In mattinata evasi due carcerati albanesi.
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II.PP. Parma – carenza d’organico – proclamazione stato di agitazione – il Direttore riscontra la nota Si.N.A.P.Pe

Egregio Direttore,
siamo con la presente a denunciare le condizioni drammatiche in cui il personale di polizia
penitenziaria di Parma è costretto ad operare: aumento turni con previsione di lavoro straordinario,
revoca riposi, accorpamento posti di servizio, riduzione numero di addetti presso imprescindibili presidi
di sicurezza, quali il block house, la portineria centrale ed il muro di cinta, ecc., mancata
programmazione del servizio.
Per non parlare della situazione esplosiva e prossima al collasso in cui versa il Nucleo
Traduzioni e Piantonamenti, i cui addetti svolgono, sempre con maggiore frequenza, turni di 12 ore e
più anche presso luoghi esterni di cura, oltre a vedersi revocati riposi e ridurre l’organico per
trasferimenti, distacchi e quanto altro, senza che la Direzione provveda al naturale reintegro, attingendo
dalla vigente graduatoria.
In un simile contesto, in cui anche le sezioni detentive vengono accorpate, anche per garantire il
diritto al personale di fruire della Mensa Ordinaria di Servizio (con tutto quanto ne consegue in termini di
aumento dei carichi di lavoro per l’unità addetta alla vigilanza di entrambe le sezioni e ritardi nella
distribuzione della terapia, nella fruizione delle docce e delle telefonate dei detenuti verso familiari e
avvocati), ai passeggi non si riesce a garantire neppure la doppia unità per lato (in condizioni normali ve
ne dovrebbero essere addirittura tre per lato), al campo sportivo vengono impiegati appena due
poliziotti in luogo dei 5 previsti, ecc., ciò che non si può mai sospendere sono le attività trattamentali.
Come saprà questa O.S., in tutte le sue diramazioni, si è sempre caratterizzata per il favore
espresso alla modifica delle modalità custodiali che debbono tendere sempre più al trattamento ed al
reinserimento del reo, ma ciò non deve e non può avvenire a qualunque costo.
Ridurre il personale impiegato nei singoli servizi e, conseguentemente, allentare la presa anche nei
confronti di detenuti facinorosi e restii al trattamento ha portato ad un aumento degli eventi critici con
conseguenze importanti, tanto che decine di colleghi hanno subito infortuni gravi con prognosi anche di
diversi mesi.
La sicurezza degli operatori penitenziari e quella esterna dell’intera cittadinanza, messa in pericolo
dall’esiguità del personale assegnato al locale NTP, impiegato spesso sottoscorta, non può, a nostro
avviso, passare in secondo piano rispetto alle pur significative esigenze trattamentali.
Siamo, pertanto, a chiederLe di voler garantire il contemperamento delle imprescindibili ragioni di
sicurezza con le necessità trattamentali, al fine di evitare il ripetersi degli eventi critici di cui sopra, e di

prevenire ogni altra criticità anche presso il repartino ospedaliero che, malgrado le sue rassicurazioni,
risulta ancora essere sprovvisto di grate e blindati.
Inoltre, crediamo non sia più rinviabile l’attivazione della commissione per la verifica dei posti di
servizio, più volte sollecitata dal superiore Prap, al fine di operare una riorganizzazione interna ed
eventualmente recuperare personale da impiegare ove maggiormente necessario, a cominciare dal
locale NTP ove la carenza di uomini sembra avere una maggiore incidenza sulla programmazione del
servizio.
Si chiede, infine, di voler predisporre ogni iniziativa volta ad ottenere il rientro in sede dei distaccati
per ragioni non riconducibili all’ex art. 7, rilevato che di recente sono stati, ad esempio, ulteriormente
prorogati i provvedimenti di assegnazione temporanea presso la Scuola di formazione di Parma.
In ragione di quanto sopra, questa O.S. proclama formalmente lo stato di agitazione con
l’intento di far seguire ulteriori iniziative di protesta da individuare nella prima data utile, con relativa ed
ampia partecipazione della stampa e dei mezzi d’informazione Radio-Televisivi, per la tutela delle
ragioni e dei diritti contrattualmente riconosciuti al personale di polizia penitenziaria.
Tale decisione viene presa in segno di protesta per lo stato di assoluto abbandono in cui si trovano
gli II.PP. di Parma, a causa del totale disinteresse per le problematiche della polizia penitenziaria
mostrato dal superiore Dipartimento che, in maniera incomprensibile ed ai limiti della provocazione,
malgrado le richieste della Direzione di Parma e di questa O.S., continua a rinnovare provvedimenti di
distacco apparentemente carenti di motivazione.
Alla Segreteria Generale che legge per conoscenza si chiede di voler rappresentare con forza la
situazione tragica in cui versano gli II.PP. di Parma, volendo pretendere dall’Amministrazione Centrale
un immediato e quanto mai urgente intervento, volto ad reintegrare l’organico di polizia penitenziaria, al
fine di ristabilire standard di sicurezza adeguati alle peculiarità dell’Istituto ducale.
In attesa di urgentissimo riscontro, si porgono Distinti Saluti.

II.PP. Parma – carenza d’organico – proclamazione stato di agitazione

Il riscontro della Direzione

 

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