III CASA CIRCONDARIALE ROMA REBIBBIA – Replica riscontro visita sui luoghi di lavoro.

Egregio Provveditore,

con nota n. 3170/SG dello scorso 18 aprile, questa O.S. partecipava a codesto Vertice regionale le proprie preoccupazioni in ragione dello stato in cui versa la III^ Casa Circondariale di Roma Rebibbia; condizioni appurate grazie alla visita sui luoghi di lavoro condotta da questa O.S. pochi giorni prima. Nello specifico, si segnalava l’importante carenza nel ruolo dei sovrintendenti e degli ispettori, con riverberi negativi sulla sicurezza della struttura dovendosi demandare gli incarichi di sorveglianza generale al ruolo di base; stessa cosa non vale per l’espletamento di attività più peculiari che prevedono obbligatoriamente la presenza di un sottoufficiale. Si segnalava la forte incidenza dei distacchi verso altre sedi, pari a circa il 30% dell’intero organico. Si segnalavano, poi, condizioni logistiche che avevano destato perplessità nella delegazione (due cabine in muratura poste sotto il muro di cinta), condizioni igieniche generali discutibili, la presenza di gatti ormai ricoverati nella struttura con tanto di lettiera e ciotola per il cibo. Si segnalavano ancora le precarie condizioni degli ambienti di lavoro posti al secondo piano (scatole di derivazione e prese elettriche aperte con fili privi di protezione, controsoffitti a tratti smontati, pavimenti dissestati, ufficio del personale fatiscente, sistema di allarme antiaggressione inesistente) e l’anomalia nell’allocazione dei detenuti. Si ribadisce in tal proposito che i lavori non sono attualmente in corso, ma sospesi (probabilmente per mancanza di fondi) senza che ciò faccia venir meno il disordine riferito, che causa una diminuzione della sicurezza sul posto di lavoro. Ed ancora, dopo le diverse segnalazioni della scrivente O.S., i detenuti art.21 sono stati collocati finalmente al 3° piano, reparto semiliberi e non più nelle sezioni comuni. Anomalie si erano segnalate anche in relazione all’organizzazione dei servizi, con la presenza di orari e posti di servizio non previsti. Fa eco alle puntuali doglianze espresse da questa O.S. una nota della Direzione, indirizzata a codesto Ufficio, che oltre a sottolineare il riparto di responsabilità in merito alle determinazioni logistiche assunte con gli Uffici del Provveditorato ed evidenziare un sistema di antiscavalcamento che, da dati ufficiosamente raccolti, non pare insistere in detta sede, focalizza l’attenzione sul problema dei gatti che, si rammenta, non costituisce né la sola né la più cogente delle questioni sollevate da questa O.S. Ritenendo, dunque, doveroso un riscontro puntuale e non parziale alla nostra nota, nel merito di quanto scritto dal Direttore si vuole chiarire, in primis, che i bagni in questione sono utilizzati tanto dal personale, tanto dagli avvocati che accedono in struttura in quanto è l’unico servizio igienico ubicato in quella zona e la presenza di escrementi dei felini, di certo non conferisce decoro agli ambienti. In secundis, si ritiene di segnalare che l’accudimento di animali non rientra nei compiti istituzionali del personale come si potrebbe intendere da quanto ribadito dal Direttore (se poi qualche volta è capitato che i gatti, più per incuria del personale, che per altro, abbiano sporcato…). Stante quindi la criticità della gestione dell’Istituto, si chiede urgente incontro con la S.V. al fine di rappresentare le problematiche accennate e ripristinare un idoneo ambiente di lavoro.

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