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Il Ministro dichiara – «Stiamo sviluppando un progetto per un nuovo carcere da 1.200 unità nell’area di Nola»

Lo ha annunciato il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al termine della riunione sulla sicurezza a Napoli che si è svolta oggi nella Prefettura del capoluogo campano, ed unicamente dalla stampa noi addetti ai lavori apprendiamo del progetto, sul cui stato di realizzazione nulla è dato sapere. Di certo non poco clamore si accompagna alle dichiarazioni che – a dire il vero – richiamano alla memoria l’epoca della cementificazione penitenziaria legata al “piano carceri” e – dome direbbe in buon Lubrano – “la domanda sorge spontanea”: con quale personale?! Ma le domande sono molteplici e non si ricollegano unicamente a formulette algebriche che (vista la penuria di stanziamenti per le assunzioni) sono destinate a dare sempre risultati negativi. Anzitutto v’è da chiedersi come si concilia il progetto di una nuova struttura detentiva con l’idea di riforma del sistema penitenziario partorita dagli Stati Generali dell’Esecuzione Penale che, come chiarito in una recentissima intervista rilasciata dal Sottosegretario alla Giustizia – Cosimo Ferri – costituisce il tracciato per un progetto di legge che vede la delega al Governo per l’adozione di una serie di decreti legislativi per la riforma della disciplina dell’ordinamento penitenziario. Nello specifico, “Il Governo dovrà approvare norme che riorganizzino complessivamente la materia con particolare riferimento alle procedure dinanzi al giudice di sorveglianza e all’accesso alle misure alternative al carcere, al fine di facilitare il ricorso alle stesse, fatti salvi i casi di condanne per reati di eccezionale gravità e pericolosità e in particolare per le condanne per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale”. Da un lato dunque un progetto deflattivo della carcerazione, dall’altro un progetto di inspessimento edilizio. Ma perché ricorrere ancora una volta all’idea del “nuovo” (senza – e lo ribadiamo – lasciar comprendere con quali risorse umane si intende realizzare il progetto) piuttosto che investire sulle strutture già esistenti, magari attraverso percorsi di modernizzazione ed attualizzazione che rendano vivibili i luoghi di lavoro e “civile “ la detenzione? Nella speranza di trovare – a questo punto – nelle prossime dichiarazioni stampa del Ministro (che paiono esser ultimamente l’unica forma di partecipazione alle decisioni da assumersi) risposte ai nostri interrogativi, interloquiremo con l’Amministrazione per comprendere le linee del progetto!

Il Ministro dichiara – Stiamo sviluppando un progetto per un nuovo carcere da 1.200 unità nell’area di Nola

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About Author: Marco Gordiani

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