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Il Ministro relaziona sull’Amministrazione della Giustizia: dati, investimenti e filosofie dell’anno 2014

Con l’apertura dell’Anno Giudiziario 2015 arriva anche la Relazione del Ministero sull’amministrazione della giustizia dell’anno 2014, con una corposa parte dedicata al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il primo dato su cui cade l’occhio degli “addetti ai lavori” è sicuramente quello numerico che torna sempre in auge stante l’assioma mai superato carcere=sovraffollamento. Allo scattare del 31 Dicembre 2014 erano 53.623 i detenuti presenti, di cui 34.033 definitivi. Di questi, 36.793 gli Italiani e 17.462 gli stranieri. 9113 i detenuti A.S., 725 i 41bis, 523 i collaboratori di giustizia. Si attesta a 39 il numero dei suicidi in carcere. Nella tabella dei numeri trova spazio anche il dato nuovo relativo alla presentazione dei ricorsi e richieste di risarcimento da parte dei detenuti, a causa di cattive condizioni detentive sofferte (famosa sentenza Torregiani). Dei 24 reclami pervenuti, invece, alla Magistratura di Sorveglianza sulla medesima rivendicazione nessuno risulta essere stato accolto. Il dato numerico viene reso più agevole per la consultazione attraverso l’attuazione di una procedura di riorganizzazione della documentazione cartacea, con un processo di informatizzazione gestito da un “Gruppo Lavoro Monitoraggio” che segue in tempo reale le presenze giornaliere dei detenuti negli istituti di pena rilevando in tempo utile capienza e spazi detentivi non utilizzati. Innovativa appare la proposta accolta dal Gabinetto del Ministro dell’istituzione di un tavolo permanente con la Magistratura di Sorveglianza teso al confronto e alla condivisione di soluzioni in relazione agli adempimenti derivanti dai recenti interventi normativi in tema di rimedi preventivi e compensativi. Fiore all’occhiello dell’attività compiuta del 2014 appare la disciplina dettata in materia di trasferimenti dei detenuti che prevede un sistema organizzativo innovativo che sia funzionale all’esame in tempo utile dell’istanza di trasferimento.
All’interno della relazione trova spazio anche un paragrafo sul nuovo modello detentivo, e sulle necessità organizzative all’interno dei penitenziari; l’attivazione di sezioni a regime aperto o quella a sorveglianza dinamica, usando come criteri per l’organizzazione di quest’ultima la pericolosità dei soggetti e la loro posizione di fronte alla legge. Per i detenuti ad alta sicurezza è stato inoltre potenziato il servizio di videoconferenza, in modo tale che possano partecipare ai loro impegni giudiziari senza rischiosi trasferimenti e garantendo un risparmio di risorse all’Amministrazione. Sul fronte della detenzione femminile, la rotta è stata in linea con la politica penitenziaria europea, per migliorare la qualità del regime detentivo. L’inaugurazione dell’ICAM di Cagliari Senorbì, e la realizzazione di altri quattro (Lazio, Campania, Piemonte e Toscana) testimonia la volontà di seguire questa strada. Il numero delle detenute a fine 2014 era attestato a 2.304 unità. Con l’istituzione del marchio Sigillo, marchio della DAP che con cui si certifica la qualità dei prodotti realizzati, sono stati fatti importanti passi in avanti per la manifattura femminile. Approfondendo il tema del lavoro, per l’anno passato sono stati approvati dalla Cassa delle Ammende ben 16 progetti, con un finanziamento totale di 4.968.107,08 €. Tra i progetti più interessanti rislatano la creazione di impianti per il riciclo dei rifiuti presso il carcere di Secondigliano (compostaggio) e Rebibbia Nuovo Complesso (arredi da giardino di plastica) dove sono occupati 150 detenuti. Il numero complessivo dei detenuti lavoratori alle dipendenze dell’Amministrazione è di 14.099 unità, di cui 564 impiegate in attività industriali, 343 in attività agricole e 9.698 impiegati nella gestione quotidiana del carcere. Sul piano della Salute si è lavorato al fine di ridurre, per i detenuti di media e alta sicurezza, trasferimenti interregionali puntando invece sull’organizzazione e l’utilizzo delle strutture regionali. L’impegno è stato forte anche nella gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1 E’ stata invece necessaria una proroga al 31 Marzo 2015 per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari a favore dei R.E.M.S. Il processo avrebbe dovuto ultimarsi il 1 Aprile 2014 ma a causa di complessità nelle procedure e nella realizzazione delle nuove strutture si è dovuti ricorrere a una proroga. In attesa che l’Iter di passaggio venga portato a compimento, si è ripiegato potenziando le misure negli OPG. Un’attenzione particolare è stata riservata al processo educativo che avviene attraverso la formazione scolastica. 228 corsi di Alfabetizzazione, 219 di scuola primaria, 331 di scuola secondaria e 363 di scuola secondaria di secondo grado. Ad eccezione di quest’ultima, tutti i precedenti sono stati frequentati per maggioranza da stranieri. Infine sono da segnalare gli sforzi fatti per potenziare l’esecuzione di pene esterne, potenziando la ricerca di posti di lavoro di pubblica utilità tramite enti pubblici o provati. In seno a tale iniziativa sono stati anche resi disponibili 3.877 posti di lavoro per attività gratuite a favore della collettività.
Un anno che appare essere stato di fervente lavoro dalle 13 pagine che costituiscono la relazione in argomento, i cui risultati però stentano tradursi a parere del Si.N.A.P.Pe in un miglioramento delle condizioni di lavoro all’interno delle “patrie galere”. Dispiace in questa statistica non leggere i dati relativi alla gestione del personale di Polizia Penitenziaria, motore trainante dell’intero sistema; spiace non leggere di iniziative poste in essere a tutela del benessere del personale e per il superamento del born-out; spiace ancora non toccare con mano la progettualità che metta al centro del sistema l’attenzione per la persona, per la divisa e per i disagi ad essa collegati.

Relazione del Ministero sull’amministrazione della giustizia 2014

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About Author: Marco Gordiani