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“IL Si.N.A.P.Pe dice NO al Corpo di Giustizia” “Giù le mani dalla Polizia Penitenziaria”

L’ambiziosa onda riformatrice capeggiata dal Coordinatore del Tavolo 15 nei lavori degli “Stati Generali dell’Esecuzione Penale” continua a trovare scogli sulla sua strada; scogli costituiti dal parere contrario degli “addetti ai lavori”, ovvero coloro i quali ne sarebbero gli effettivi destinatari. A gran voce il Si.N.A.P.Pe ha sostenuto oggi, nel corso dell’incontro tenutosi presso la Sala Livatino del Ministero della Giustizia, il proprio netto NO allo smembramento del Corpo di Polizia Penitenziaria in favore della costituzione di un nuovo Corpo di Giustizia. La motivazione del ragionato dissenso non fonda radici in un nostalgico conservatorismo, ma mira a salvaguardare individualità e prerogative di un Corpo di Polizia che, nella malcapitata ipotesi dell’approvazione del progetto di riforma, sarebbe spersonalizzato, con una perdita netta di connotati legati al concetto proprio di Corpo di Polizia. I buoni propositi dell’ampliamento (che si leggono nelle parole dei “riformisti”) delle competenze esterne della Polizia Penitenziaria non hanno bisogno di riforme legislative per essere attuati, essendo le stesse (competenze esterne) prerogative insite nei dettami del codice di procedura civile, stante l’attribuzione al Corpo (dal lontano 1990) delle funzioni di polizia. Allargare le maglie fino a ricomprendere sotto una medesima uniforme (?!) figure professionali che “di polizia non hanno nulla” (si pensi agli assistenti sociali piuttosto che agli educatori) non crea delle “specializzazioni” nel Corpo, ma spersonalizza i 38000 mila poliziotti penitenziari che dovrebbero davvero rinunciare alla propria identità! LA SOMMA ALGEBRICA DELLE VARIE COMPONENTI NON COSTITUISCE UNA RIFORMA! Sulla base di argomentate motivazioni, il Si.N.A.P.Pe dice NO al Corpo di Giustizia, nè vale ad ammorbidire la nostra posizione di frontiera la rassicurazione circa la conservazione delle funzioni di Polizia Giudiziaria; notizia, questa, che a dire del Procuratore Sebastiano Ardita (coordinatore del famoso Tavolo 15), era in realtà frutto di un mero equivoco (?!) Giù le mani dalla Polizia Penitenziaria, giù le mani dalle nostre uniformi! Si pensi piuttosto ad azioni di “attenzione” e “rispetto” nei confronti di un Corpo sofferente a livello organico; si pensi a rinsaldare le fila e a potenziare quanto di già esistente, magari dando corso all’emendamento presentato dal Ministro della Giustizia per l’anticipazione delle assunzioni, che permetterebbe di arruolare ulteriori 800 unità. Emendamento bocciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Dal canto proprio, il Si.N.A.P.Pe ha rappresentato al Ministro come in questo preciso momento storico, 800 unità costituiscano per il Corpo di Polizia Penitenziaria, irrinunciabile linfa vitale; riflessione che deve indurre il Guardasigilli a ripresentare l’emendamento in questione affinché venga accordata la possibilità di procedere nell’immediato alle nuove assunzioni.

il Si N A P Pe di NO al Corpo di Giustizia

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About Author: Marco Gordiani

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