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Il Si.N.A.P.Pe. scrive al Capo del D.A.P. – Mobilità del personale – organico Casa Circondariale Arghillà e Frosinone

Illustre Presidente
È urgenza di questa Segreteria Generale segnalarLe una situazione di stallo che afferisce all’argomento sintetizzato in oggetto e che sta generando un diffuso e comprensibile malumore fra tutto il personale appartenente al ruolo Sovrintendenti del Corpo, oltre che fra una corposo numero di personale appartenente al ruolo agenti/assistenti.
Per chiarezza espositiva, i contenuti della presente corrispondenza saranno trattati settorialmente, pur potendosi poi ridurre ad un unicum, trattandosi comunque di gestione, mobilità ed ottimizzazione del personale.
Come è certamente noto a codesto Vertice, nell’ultimo semestre dell’anno trascorso il Personale di Polizia Penitenziaria ha conosciuto un momento di grande movimentazione per sopperire (seppur in via temporanea) alle esigenze legate all’apertura di nuovi istituti e/o padiglioni detentivi. Emblematica, in questo scenario, è la situazione che ha interessato la Regione Calabria che ha conosciuto l’apertura dell’Istituto di Arghillà.
Al fine di reperire personale per il funzionamento del nuovo penitenziario, l’Amministrazione ha utilizzato una sorta di acquisizione di disponibilità, interpellando quel personale che fosse utilmente collocato nella graduatoria di mobilità nazionale per la sede di Reggio Calabria Panzera (non essendo ancora Arghillà inserito nel piano di mobilità). E’ stato così individuato un gruppo di poliziotti da inviare volontariamente in servizio presso tale sede, con provvedimenti avente carattere di provvisorietà; stesso identico ragionamento è stato seguito poi per la casa Circondariale di Catanzaro, oltre che per alte realtà fuori regione.
Viene nel contempo emanata la nuova graduatoria di mobilità nazionale per il ruolo agenti/assistenti e nel nuovo interpello si prevede, come è logico, anche la possibilità di indicare’istituto di Arghillà, ormai a tutti gli effetti attivo.
Sempre seguendo il criterio della logica, accade che l’Amministrazione decida di aggiornare le posizioni di quei provvedimenti temporanei che furono emessi scorrendo una graduatoria oggi non più valida. Ed ecco che il certosino lavoro comincia con la Casa Circondariale di Catanzaro; fin qui nulla quaestio se la procedura avesse avuto un seguito. Ma così non è stato! Si è creato, infatti, un irragionevole stallo che ha generato un paradosso di tutto rilievo: il personale prestato alla C.C. di Catanzaro è stato aggiornato secondo gli elenchi dei nuovi “aventi diritto” con consequenziale restituzione in sede di molti degli uomini distaccati l’anno precedente, ma per ironia della sorte molti di essi hanno maturato il diritto, (per lo stesso principio di aggiornamento delle posizioni) ad essere temporaneamente assegnati alla Casa Circondariale di Arghillà essendo utilmente collocati nella graduatoria corrente. Ma a causa dello stallo di cui si è detto, in tale ultima sede continua a permanere una corposa aliquota di personale non più avente diritto, mentre i “titolati” sono stati restituiti agli istituti di provenienza.
È evidente dunque che questa O.S. non può esimersi, per senso di responsabilità, dal sollecitare l’aggiornamento di tutte le posizioni, per ristabilire quel sacrosanto principio di equità e di uguaglianza oggi violato dall’inerzia dell’azione della Pubblica Amministrazione
Unitamente a tale questione non può, tuttavia, non essere trattata altra e collaterale materia, ovvero quella della mobilità nazionale del ruolo Sovrintendenti del Corpo di Polizia Penitenziaria che, a differenza per quanto è accaduto per gli altri ruoli della Polizia Penitenziaria, non conoscono un processo di mobilità nazionale, pur essendone prevista la ciclicità nel PDG regolante la materia. Si perde nella notte dei tempi, infatti, l’ultima procedura che ha visto il trasferimento dei sovrintendenti, categoria forse più penalizzata nella legittima ambizione del ricongiungimento al territorio di provenienza. Ora, se è pur vero che non essendo stato immesso nell’indotto nessun nuovo contingente di appartenenti al ruolo in oggetto, è forse comprensibile la tesi per cui non si sia generata mobilità, ma è altrettanto vero che l’apertura delle nuove strutture penitenziarie comunque avrebbe consentito la movimentazione richiesta; e forse, più che consentirla, avrebbe dovuto doverosamente generarla, essendosi creato in tal modo un vuoto di figure professionali in alcune realtà. Pur trattandosi di una questione di ampio respiro e di carattere generale, l’emblematicità si ravvisa nuovamente nella nuova struttura reggina di Arghillà, Istituto Penitenziario che ad oggi ha conosciuto l’assegnazione di due Funzionari del Corpo, tre Ispettori e una aliquota di Agenti/Assistenti, ma nessun appartenente al ruolo dei Sovrintendenti, che si vedono così squalificati anche a livello professionale. Situazione evidentemente inammissibile dal punti di vista organizzativo e gestionale, tanto più che proprio detto istituto risulta titolare della “maglia nera” nella tabella dei rapporti personale/detenuti presenti, con una percentuale che si attesta intorno allo 0.33% a fronte di istituti che conoscono addirittura il 2%
Sempre parlando di percentuali, uno sguardo attento deve rivolgersi anche alla Casa Circondariale di Frosinone, interessata da un progetto di implementazione dell’utenza ospitabile, senza vi sia la correlazione
di un incremento della forza disponibile. Il rapporto percentuale, oggi assestato allo 0.51% , è destinato a scendere drasticamente già nel corso di questo mese qualora non si argini il progetto di immissione ci circa 200 nuovi reclusi appartenenti al circuito Alta Sicurezza. Un progetto che trova importanti limiti di fattibilità, come confermato dallo stesso Provveditore Regionale in una nota di riscontro alle rimostranze di questa O.S., sia per la mancata ultimazione dei lavori necessari alla funzionalità della struttura, sia per l’insufficienza dell’organico che ha conosciuto nel tempo anche una importante riduzione.
Per tutte queste ragioni, e stante l’assenza di motivazioni valide a fondare l’inerzia dell’Amministrazione nel verso su descritto, si investe della questione codesto Vertice, che vorrà certamente mostrare ampia sensibilità per l’intera materia che afferisce, senza ombra di dubbio sia alla Sicurezza degli Istituti di Pena, sia al benessere del Personale di Polizia Penitenziaria.
L’occasione è gradita per porgere i più cordiali saluti e per rinnovare gli auguri di buon lavoro.

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About Author: Marco Gordiani