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Il trend del fenomeno aggressivo in carcere – Piano di assunzioni straordinarie – Richiesta di convocazione per focus sulla problematica di emergenza

Illustrissimi interlocutori,
ancora una volta i tristi fatti che accadono nei penitenziari del Paese in danno al Personale di Polizia Penitenziaria inducono a necessarie riflessioni che non siano unicamente la risposta istintiva, figlia di una comprensibile onda emozionale. Servono riflessioni serie, scelte concrete e coraggiose, anche di investimento, per invertire un trend che è in costate crescita, quello del fenomeno aggressivo in carcere. Subito dopo il vile episodio di Prato, che è solo l’ultimo in ordine di tempo e che fa eco ai fatti di Pisa e di Poggioreale, abbiamo assistito a dichiarazioni del Capo del Dipartimento, per certi versi rassicurati e per altri foriere di equivoci, se non seguiti da integrazioni tecniche che valgano a stabilire l’esatta portata degli interventi. Nelle proprie dichiarazioni, il Capo del DAP ha con coraggio affermato come fra le concause delle aggressioni spicchi la carenza organica di personale penitenziario; partendo da ciò si è parlato di un cospicuo numero di assunzioni straordinarie, con ciò senza chiarire se in questo piano di assunzioni rientrino le procedure in atto che a stento coprono le fuoriuscite per pensionamento (così di fatto dando unicamente risonanza mediatica a progetti che di straordinario nulla hanno), oppure se effettivamente si tratti di un piano di introduzione di nuove risorse, ulteriori rispetto alle procedure già in itinere. E’ ancora recente nella memoria l’entusiasmo che si era generato a seguito delle dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica sulle nuove assunzioni, che altro non erano che quelle già programmate. Ecco, quello che si vuole evitare è appunto il gioco emozionale. E’ veramente, dunque, intenzione di questo Esecutivo procedere con un concreto piano di assunzioni straordinarie per la Polizia Penitenziaria e in quale misura? In caso di risposta affermativa, è intenzione di procedere con nuove procedure concorsuali o attraverso lo scorrimento delle graduatorie ancora in corso di validità? Queste sono le risposte di cui tanto i cittadini, tanto la polizia penitenziaria hanno bisogno; risposte concrete, fatti! Ma la di la della progettualità, ciò che è imprescindibile, nell’immediato, è l’individuazione di misure nel breve periodo che consentano di lavorare in sicurezza. E’ per questo motivo che ritorniamo ancora una volta a perorare la causa dell’attribuzione, in via sperimentale, anche alla polizia penitenziaria quale arma di reparto, dei taser, onde consentire in casi eccezionali al personale di intervenire salvaguardando la propria incolumità. In conclusione, si rinnova la disponibilità di questa O.S., già espressa in precedente corrispondenza, ad un confronto sul tema, al fine di focalizzare le criticità ed individuare congiuntamente le strade percorribili.

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About Author: Marco Gordiani

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