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ISTITUTI PENALI DI PARMA – Feroce aggressione ai danni di un Poliziotto Penitenziario – Gestione dell’evento critico

Egr. Provveditore il grave episodio occorso nella mattinata di ieri presso il penitenziario di Parma, deve indurre a riflettere sulla grave situazione che in tema di aggressioni di certo non risparmia l’istituto ducale. Come è noto, ad inizio delle attività penitenziarie, all’atto dell’apertura di una camera detentiva, un poliziotto penitenziario è stato improvvisamente raggiunto alla testa da fendenti provenienti da un bastone artigianale (ricavato dal manico di una scopa) ad opera di un detenuto di nazionalità italiana. L’imprevedibilità del gesto non lascia individuare le cause sottese al vile gesto, se non l’agire folle di un detenuto che evidentemente ha scelto la strada della violenza per far valere non meglio identificate ragioni. Ebbene, dopo l’ennesimo atto di violenza nei confronti degli operatori penitenziari, questa O.S. torna con forza nuovamente a sollecitare un ripensamento della filosofia custodiale attualmente seguita, che vede i detenuti di media sicurezza assoggettati al regime aperto. Il Si.N.A.P.Pe si è fatto più volte portavoce dell’esigenza di pensare ad un’allocazione diversa dei detenuti che si dimostrino maggiormente intemperanti alle regole detentive e ne ha chiesto la sottoposizione a regime chiuso. Richiesta che si rinnova, a tutela e salvaguardia dell’incolumità del personale ivi operante. A margine di questa riflessione è doveroso anche affrontare un altro tema, ovvero quello della modalità con cui l’evento critico è stato gestito, con particolare riguardo alle conseguenze riportate dall’aggredito, il quale nonostante i colpi ricevuti alla testa (che non facevano escludere un possibile trauma cranico), è stato lasciato solo e da solo si è dovuto recare in ospedale per le cure del caso. Va dato atto che in serata il Direttore, appresa la notizia, ha mandato alcune unità presso l’ospedale per accertarsi dello stato di salute del poliziotto aggredito; stessa sensibilità che invece non è stata dimostrata da chi nell’immediato è stato chiamato a gestire la situazione. Per quanto sopra, nel rinnovare la richiesta dell’istituzione di una sezione chiusa che ospiti i detenuti più problematici, gradiremmo fossero date indicazioni alle Direzioni del distretto, anche in merito all’assistenza ed all’ausilio da apprestare al personale coinvolto in simili episodi.

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About Author: Marco Gordiani

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