ISTITUTI PENALI DI REGGIO CALABRIA – Plessi Panzera ed Arghillà – gestore spaccio – richiesta chiarimenti.

Spettabile Ente, con la presente si vuole sciogliere un nodo interpretativo in relazione a quanto sta accadendo presso gli istituti penali di Reggio Calabria. Pur essendo assoggettati ad un’unica gestione amministrativa, i due plessi distano all’incirca 20 km l’uno dall’altro e presso entrambi è in funzione lo spaccio agenti. Sono state, da ultimo, completate le procedure per l’individuazione del gestore, unico per i due plessi, ma nessun’altra unità è stata individuata quale ausilio allo stesso. Dovendo necessariamente mantenere aperte le due strutture, pare si voglia ricorrere all’impiego di detenuti lavoranti. Sul punto, questa O.S. nutre seri dubbi di compatibilità circa la possibilità che costoro (i reclusi) maneggino il denaro di incasso del bar. Per altro, con siffatta organizzazione, non saranno rare le ipotesi in cui gli stessi si trovino da soli, senza la supervisione del gestore, chiamato appunto a gestire due strutture non proprio contigue.
A fronte dello scenario su descritto, si chiede di chiarire se corrisponde alla normalità una siffatta determinazione e quali responsabilità ricadono sull’unico gestore dei due spacci in caso di ammanchi (sia di beni alimentari, sia economici) non potendo lo stesso essere chiamato a rispondere per l’attività lavorativa della popolazione detenuta alla quale, per altro, non sovrintende. Il suggerimento di questa O.S. è che si proceda all’individuazione di due gestori o in alternativa si mantenga l’unico gestore ma si inserisca, nei 2 posti di servizio, personale di polizia penitenziaria in qualità di addetto, al fine di garantire la sicurezza della somministrazione di cibi e bevande e la regolarità delle movimentazioni di cassa. Nelle more degli accertamenti che si renderanno necessari, in merito alla legittimità delle determinazioni sopra esposte, si diffida comunque dal porre in essere iniziative di tal genere.

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